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Totò Cuffaro a Palermo: tra il bene e il male c’è il sorriso della discordia

Panasci - Cuffaro (foto Panastudio)Posti una foto è scateni discordia.

È accaduto ieri sera, subito dopo un incontro avvenuto negli Studios di Eculab e Panastudio tra il direttore Panasci  e  Totò Cuffaro e conclusasi con la foto di rito successivamente pubblicata su facebook.

Come è nostra consuetudine le foto registrate in studio vengono poi pubblicate sui Social. Ed è proprio su FB che si è scatenato un confronto assai animato. Uno scatto che  ha creato uno spaccato tra sostenitori e non. Probabilmente per l’abbraccio, la foto, l’uomo, il politico, l’ex presidente o ancor di più per il condannato.

Condannato non dalla  maggior parte dei siciliani, ma  dal giudizio non contestabile dello Stato che lo ha spedito per 6 anni in galera.  Ecco che dal post si registra un insieme di sentimenti d’amore e di odio nei confronti di quest’uomo, un tempo  potente, rispettato, amato e pure odiato e che riusciva a mediare con tutti: governo, opposizione e altri, purtroppo.
In quel tempo sembrava non mancasse nulla. O meno di nulla. Lavoro ed economia viaggiavano a velocità diverse rispetto ad oggi.

Ma torniamo al frame.

Tutti sanno del “carattere umano” di Totò.  Per lui il sentimento sta al primo posto.  Sanno anche con quale affetto si porge  nei confronti degli amici e pure dei conoscenti compreso quelli che incontra per la prima volta. Non per nulla soprannominato “zu vasa vasa”. 

Q84A2286Bene. Tutto inizia dalla pagina del direttore che pur sapendo, a quali effetti collaterali sarebbe andato incontro, ha deciso, per affetto, di pubblicare l’abbraccio di fine incontro. Nel post, il direttore informava  i suoi “amici virtuali” che tra qualche giorno sarebbe stata pubblicata una intervista per SicliaHd, ma il post è stata occasione, per alcuni di questi, per “lasciarsi andare” con i commenti più colorati. Una “sciarra” virtuale tra facebookiani. Lite verbale sfociata tra chi attacava e difendeva Cuffaro.

In poco meno  di 30minuti il post si “arricchiva” di ogni genere di sproloquio che ha lasciato tutti con l’amaro in bocca.

Di fatto c’è che i siciliani o perdonano o non gliene fotte un … ma quando non perdonano non c’è pentimento e redenzione che tenga. Anzi peggio: destiniamo una colpa. Che è sempre di un altro.  L’altro. L’ultimo. È questa somma di cose o la sottrazione di altre cose che fa il siciliano.

Queste “cose” che hanno nome: dignità, lavoro, famiglia e serenità.

Ci chiediamo quindi se ci sarà mai un tempo della normalità delle “cose”?  Probabilmente solo Dio lo sa. Come sa pure che Totò, malgrado tutte le sue brutte e triste vicende, è ancora amato da tantissima gente. Persone pronte a perdonare e a dimenticare ogni cosa, ogni male, ogni tutto, forti del fatto che, purtroppo, al peggio non c’è mai fine. 

https://www.facebook.com/francesco.panasci

Sco.sci.

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Panasci

Giornalista editore e musicista. Da 20 anni anche produttore

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