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Torino, terrorismo urbano: arrestato uno degli aggressori del poliziotto massacrato a terra

Scontri per Askatasuna, svolta nelle indagini. L’auspicio del Paese: pene esemplari e risposta ferma dello Stato

TORINO – VIOLENZA E ORDINE PUBBLICO

Torino, arrestato uno dei presunti aggressori del poliziotto colpito a terra a martellate

Scontri per Askatasuna, svolta nelle indagini: identificato e arrestato un giovane ritenuto coinvolto nell’aggressione al reparto mobile

Torino, 1 febbraio 2026 – Arriva una prima svolta giudiziaria dopo la violenta guerriglia urbana esplosa a Torino durante la manifestazione per Askatasuna. Le forze dell’ordine hanno arrestato uno dei presunti aggressori del poliziotto colpito ripetutamente mentre si trovava a terra nel corso degli scontri.

L’uomo, un 22enne residente in provincia di Grosseto, è stato individuato grazie all’analisi delle immagini video e dei filmati diffusi sui social e acquisiti dagli investigatori. Secondo quanto emerso, avrebbe partecipato attivamente all’aggressione contro l’agente del reparto mobile di Padova, circondato e colpito con calci, pugni e oggetti contundenti, tra cui un martello.

Le accuse: violenza e lesioni a pubblico ufficiale

Il giovane è stato arrestato con l’accusa di lesioni personali a pubblico ufficiale in servizio, violenza a pubblico ufficiale e rapina in concorso. Contestazioni che fanno riferimento anche alla sottrazione di parti dell’equipaggiamento dell’agente aggredito, avvenuta durante l’azione violenta del gruppo.

L’arresto è avvenuto in flagranza differita, strumento previsto per i reati commessi durante manifestazioni violente, sulla base di elementi video ritenuti inequivocabili dagli inquirenti.

Non un episodio isolato

Quello del poliziotto colpito a terra è stato uno degli episodi più gravi registrati durante la giornata di scontri, ma non l’unico. Le indagini parlano di azioni coordinate, con gruppi organizzati che hanno attaccato le forze dell’ordine utilizzando bastoni, pietre, bombe carta e altri strumenti offensivi.

Oltre a questo arresto, nelle stesse ore sono scattati altri fermi e numerose denunce per resistenza, travisamento e possesso di armi improprie. Il bilancio complessivo degli scontri resta pesantissimo, con decine di agenti feriti durante la guerriglia urbana che ha messo a ferro e fuoco alcune zone della città.

Indagini ancora in corso

La Procura e la Digos proseguono l’attività investigativa per identificare tutti i responsabili delle aggressioni più violente, a partire dal gruppo che ha accerchiato e colpito il poliziotto rimasto a terra. Le immagini circolate in rete, molte delle quali girate dagli stessi manifestanti, continuano a essere analizzate.

La posizione dell’agente aggredito resta al centro dell’inchiesta, considerata dagli investigatori un punto chiave per ricostruire la dinamica di una violenza che, secondo gli inquirenti, va ben oltre la degenerazione di una protesta.

L’auspicio del Paese: pene esemplari e risposta ferma dello Stato

In queste ore, l’auspicio diffuso nella comunità nazionale è uno solo: che tutti gli aggressori vengano identificati senza ambiguità e che le responsabilità siano accertate fino in fondo. Non solo chi ha colpito materialmente, ma chi ha partecipato, coperto e favorito un’azione che ha assunto i contorni di un atto di terrorismo urbano.

Davanti a un poliziotto colpito a terra con violenza estrema, davanti a un attacco organizzato contro lo Stato, la risposta non può essere ordinaria. Serve una severità esemplare, una risposta giudiziaria forte che non abbia solo funzione punitiva, ma anche valore simbolico e deterrente.

Lo Stato, in casi come questo, è chiamato a dare un segnale chiaro: chi attacca le istituzioni e le forze dell’ordine paga fino in fondo. Senza sconti, senza attenuanti culturali, senza quei “però” che in passato hanno prodotto impunità percepita e nuova violenza.

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Francesco Panasci

È direttore e fondatore de Il Moderatore, quotidiano online indipendente attivo dal 2007. Giornalista e autore, si occupa di politica, società, cultura e attualità italiana, con un approccio critico, diretto e indipendente.

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