Quando un muro dipinto vale più di una lezione sulle droghe
"The Room of Feeling" porta nelle scuole siciliane un metodo diverso di prevenzione: non informazioni sui rischi, ma uno spazio fisico dove le emozioni trovano forma e parola

SCUOLA E TERRITORIO
A Melilli nasce la prima stanza siciliana dove i ragazzi imparano a chiedere aiuto
“The Room of Feeling” è un progetto di arte e prevenzione contro le dipendenze giovanili che attraverserà tutte e nove le province della Sicilia fino a novembre 2026
Tre giorni, quattro gruppi di studenti, pareti bianche e pennelli in mano. Alla fine, uno spazio neutro si è trasformato in un luogo dell’ascolto, dei colori e delle parole non dette. È accaduto al Plesso G.E. Rizzo di Melilli, in provincia di Siracusa, dove si è inaugurata la prima «The Room of Feeling» di Sicilia: una stanza dipinta insieme da studenti, docenti e personale scolastico, pensata per insegnare ai ragazzi a riconoscere le proprie emozioni e, soprattutto, a chiedere aiuto prima che la fragilità diventi dipendenza.
Una stanza che resterà
Il progetto nasce dall’intuizione del pittore di quartiere Igor Scalisi Palminteri ed è una delle azioni trasversali di @Lab_School, il programma sperimentale finanziato dall’Assessorato regionale all’Istruzione e Formazione Professionale con oltre 1,7 milioni di euro, in attuazione della legge regionale anti-crack approvata dall’ARS nel 2024. La stanza è stata intitolata a Federico Monti, giovane studente con disabilità scomparso prematuramente, alla presenza della madre Luana Carini.
Non è un laboratorio che si chiude con l’ultima pennellata. Quella stanza resta: con le sue pareti dipinte, i suoi simboli scelti dai ragazzi e una scatola dei messaggi dove chiunque — anche in forma anonima — può lasciare un pensiero o una richiesta di aiuto. Da Melilli, il progetto raggiungerà tutte e nove le province siciliane entro novembre 2026.
Prima si guarda, poi si dipinge
Il metodo di Scalisi Palminteri non parte dal pennello. Prima i partecipanti guardano un video con le testimonianze dirette di genitori e giovani le cui vite hanno incrociato il fenomeno del crack, realizzato con l’associazione «La Casa di Giulio», Incontrosenso e VediPalermo. Una voce vera, non una statistica. Poi nasce il lavoro. In parallelo, l’associazione Incontrosenso segue l’azione di media education: video, fotografia e grafica narrativa documentano il processo e diventano risorse didattiche condivisibili in tutto il sistema scolastico regionale.
Il progetto è gestito dalla Rete SALUS Scuole SHE Sicilia (Schools for Health in Europe), con capofila l’Istituto Comprensivo G.E. Rizzo di Melilli, e si articola in nove istituti polo distribuiti in tutte le province dell’isola.
Camminare ed educarci vicendevolmente
“Ogni volta che mi è capitato di creare un cerchio in cui i docenti si spogliavano del loro ruolo ed erano insieme ai ragazzi, ho notato che il dialogo e la comprensione dell’altro erano facilitati. Da qui l’idea di dipingere insieme la stanza dell’empatia. Noi non facciamo solo pittura: proviamo a guardarci negli occhi, proviamo a raccontare chi siamo.”
Igor Scalisi Palminteri, pittore di quartiere e ideatore del progetto
L’idea di Scalisi Palminteri è quella di un progetto alla pari: docenti e studenti sullo stesso piano, dentro uno spazio che smette di essere scolastico nel senso tradizionale. «Il senso è questo: camminare ed educarci vicendevolmente. Non è più l’insegnante che ha il ruolo di educatore e basta, ma è una comunità educante.»
L’arte come prevenzione ad alto livello
“L’uso di sostanze è la maniera oggi più a buon mercato per fuggire dalle proprie emozioni soverchianti, però è anche la maniera più pericolosa e distruttiva. Un’iniziativa come questa, che può mettere i ragazzi in contatto con le loro emozioni e fargliele scoprire, dare loro un nome, comprenderle e attraversarle, è una prevenzione ad alto livello.”
Ernesto De Bernardis, Direttore Dipendenze Patologiche – SERT Siracusa
I numeri che fanno da sfondo al progetto restituiscono l’urgenza dell’intervento. In Italia, circa 910.000 giovani tra i 15 e i 19 anni — il 37% della popolazione studentesca — hanno consumato almeno una sostanza illegale nel corso della vita. Le dipendenze comportamentali avanzano in parallelo: il 57% degli studenti ha praticato gioco d’azzardo nell’ultimo anno; il 12% è a rischio dipendenza da videogiochi; il 17% mostra un uso problematico di internet. In Sicilia, i SerD registrano 6.694 soggetti in carico per dipendenze da droghe e 1.700 per gioco d’azzardo patologico, con un’età di primo contatto sempre più bassa.
La scuola come presidio di comunità
“The Room of Feeling è un dispositivo educativo e relazionale che supera la dimensione laboratoriale per diventare uno spazio strutturato di ascolto, espressione e trasformazione. Qui, la capacità di chiedere aiuto diventa centrale e permette di attivare le Antenne scolastiche e territoriali, rafforzando il legame tra scuola, famiglie e servizi.”
Angela Fontana, dirigente I.C. G.E. Rizzo di Melilli, scuola capofila del progetto
Alla prima edizione di @Lab_School avevano partecipato in media il 66% delle scuole siciliane e oltre 15.000 studentesse e studenti. Questa seconda annualità approfondisce l’intervento: alle azioni provinciali si affiancano le azioni trasversali di «The Room of Feeling» e Media Education, che costruiranno un archivio digitale formativo condivisibile in tutto il sistema scolastico regionale.
Il calendario: da Palermo a Enna
Dopo Siracusa (30 marzo–1° aprile), la stanza dell’ascolto nascerà a Palermo (13–15 aprile), Ragusa (11–13 maggio), Catania (25–27 maggio), Messina (14–16 settembre), Agrigento (28–30 settembre), Trapani (12–14 ottobre), Caltanissetta (26–28 ottobre) e infine Enna (10–12 novembre 2026). Al termine di ogni tappa, una performance pubblica di pittura e parola con Scalisi Palminteri e l’attore Dario Muratore restituirà alla comunità la voce dei ragazzi. L’evento conclusivo sarà «Feeling – La Luce della Mente»: una performance corale con pittura dal vivo, danza e musica elettronica live di Angelo Sicurella.
Quello che resta, alla fine di ogni stanza dipinta, non è solo un ambiente più bello. È uno spazio dove una generazione ha imparato che sentire non fa paura, e che chiedere aiuto è il gesto più coraggioso che esista.








