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Terrorismo internazionale: l’Italia è pronta?

fonte www.metropolisweb.it

Il terrorismo internazionale sta provocando una sorta di panico che coinvolge tutto il globo. I fatti che ultimamente vengono raccontati dai media non lasciano segnali di miglioramento nella lotta contro il terrore.

Dopo Parigi tante sono le attività del terrore, così come hanno riferito ad esempio fonti vicine al movimento sciita libanese, diversi esponenti di Hezbollah hanno promesso di vendicare l’attacco israeliano di ieri nelle alture del Golan. Ma in Italia quanto siamo pronti a contrastare questo estrema lotta in nome delle varie religioni?

Il nostro paese come ormai la storia ci insegna, si è sempre presentato come uno Stato moderato, accondiscendente e fin troppo democratico. Un territorio ambito da tutti anche da conquistare. Il nostro governo in questi giorni, a voce del Ministro dell’Interno Alfano, ha adottato delle misure nei confronti di un probabile esponente del terrorismo (ISIS) dove nell’individuazione di taluni estremisti, il ministro è intervenuto nell’espellerli dal nostro paese. 

Sicuramente un’azione di forza che di forza ha veramente poco poiché gli stessi non si sentiranno estromessi nel ritornare nel nostro paese più organizzati che mai. Consideriamo invece che i problemi dell’Italia sono in questo momento legati più alla politica interna che a quella esterna: i toto presidenti, le divisioni/scissioni/ guerre all’interno del Pd proprio per queste ultime ragioni, i veleni e i poteri di forza del centrodestra (vedi Berlusconi e Brunetta) e il moderato “razzismo” di Salvini con la sua Lega. Quest’ultimo, l’unico, almeno a parole, sta cercando di trasmettere (a modo suo) un pensiero di nazionalismo e di indipendenza che questo paese da tempo non ha più.

Il governo del nostro primo ministro Renzi, non si capisce a quale priorità si sta aggrappando per evadere nel dare quelle risposte che l’Italia si aspetti che arrivino. Certo è che il manifesto di Renzi si sta rilevando sempre più una scarsissima trovata pubblicitaria a cui a tutto dava un inizio di risoluzione problemi ma che ad oggi non ha visto rendere esito a nessuno di quelli di cui ha profuso proclami .

Di fatto sta che ogni due ore fallisce un’azienda in Italia, vuol dire 12 imprese al giorno. Chi non fallisce decide di andare via in cerca di opportunità, attenzione e fisco più alla portata dell’imprenditore stesso.

I giovani anche se poco coscienti di quello che sta accadendo nel nostro paese, se ancora tengono capacità di resistenza, è grazie al supporto economico dei propri genitori o ancor di più dei loro nonni che per loro fortuna hanno percepito quella pensione che noi nel prossimo futuro non percepiremo.

L’Italia è il paese delle beghe, delle liti e del curtigghio, l’Italia non produce più poiché le nostre produzioni si sono dislocate in altri territori più consoni e rispettosi della loro impresa. Renzi, il giovane per i giovani, è risultato il giovane con la vecchia politica in grembo. Il suo modo di darsi arie negli incontri internazionali fa immaginare come un ragazzo che consegna il pane possa incontrarsi e trattare argomenti di carattere internazionale non alla sua portata.

Il mondo non ha il tempo di deridere i nostri politici perché impegnati ad altro, terrorismo primo tra tutti, ma ogni qualvolta che si “accende una luce” sulla situazione in Italia siamo convinti che i grandi del globo ci definiscono i pupazzi italiani.

Terrorismo e politica interna sono due ingredienti che in questo momento di crisi economica fanno ben sperare che in questo paese il futuro non sia già passato. 

Francesco Panasci

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