Termovalorizzatori in Sicilia, Schifani accelera: obiettivo 2028
Entro tre anni impianti attivi a Palermo e Catania, via alla fase operativa

RIFIUTI E ENERGIA
Termovalorizzatori, Schifani: “Operativi entro il 2028 a Palermo e Catania”
Presentato il cronoprogramma: progettazione in corso, gare entro il 2026 e cantieri al via nel 2027
La Sicilia prova a cambiare passo nella gestione dei rifiuti e guarda a un sistema più strutturato. Il presidente della Regione, Renato Schifani, indica una data precisa e un obiettivo concreto: rendere operativi entro il 2028 i termovalorizzatori di Palermo e Catania. L’annuncio arriva durante il convegno “Oltre le rinnovabili. Le nuove frontiere dell’energia tra sicurezza, industria e transizione”, ospitato alla Camera di commercio di Palermo ed Enna.
Il cronoprogramma: dai progetti ai cantieri
Il percorso è già tracciato. “Abbiamo già avviato la fase di progettazione”, spiega Schifani, sottolineando che il prossimo passaggio sarà la pubblicazione dei bandi da parte di Invitalia. Entro il 30 aprile verranno consegnati i progetti di fattibilità tecnico-economica. Subito dopo partirà la fase autorizzativa con pareri e valutazioni ambientali.
Se l’iter procederà senza intoppi, le gare pubbliche saranno aggiudicate entro gennaio 2026, mentre i lavori partiranno entro aprile 2027. L’obiettivo resta quello di arrivare all’attivazione degli impianti nel 2028.
Il nodo rifiuti: da emergenza a risorsa
Il presidente insiste su un cambio di paradigma. “I rifiuti non sono necessariamente un problema, ma possono diventare una risorsa, se gestiti in modo efficiente”, afferma. Il sistema attuale, secondo la Regione, sconta anni di ritardi: troppo ricorso alle discariche e pochi impianti. Il nuovo modello punta invece su una gestione integrata, capace di combinare recupero dei materiali e sostenibilità economica.
Differenziata al 65% e nuovi impianti
Tra gli obiettivi indicati nel piano c’è il rafforzamento della raccolta differenziata, che dovrà arrivare almeno al 65% su scala regionale. Parallelamente, la Regione prevede la realizzazione di nuovi impianti per il trattamento dell’organico, tra cui compostaggi e biodigestori per la produzione di biometano. Una strategia che punta a ridurre il conferimento in discarica e a valorizzare i rifiuti.
Energia dai rifiuti e autonomia
Il punto centrale resta però la costruzione dei due termovalorizzatori. Secondo le stime illustrate, gli impianti saranno in grado di trattare circa 600 mila tonnellate di rifiuti all’anno, riducendo del 90% il volume dell’indifferenziato. In parallelo, produrranno 50 megawatt di energia, contribuendo al fabbisogno energetico dell’Isola.
“Il riciclo è la strategia migliore in assoluto ma non tutti i materiali sono recuperabili” aggiungendo che gli impianti rappresentano una soluzione per la quota non riciclabile. L’obiettivo è duplice: ridurre i costi legati al trasferimento dei rifiuti all’estero e rafforzare l’autonomia energetica della Sicilia.
Fotovoltaico domestico: il bando in arrivo
Nel corso dell’intervento, Schifani ha anche anticipato un’altra misura: un bando da 12 milioni di euro per il fotovoltaico domestico, che sarà pubblicato il 17 aprile da Irfis Fin Sicilia. Le domande potranno essere presentate a partire dal 14 luglio, con finanziamenti agevolati a tasso zero per le famiglie.
Il piano delineato dalla Regione mette insieme gestione dei rifiuti ed energia, con l’obiettivo di superare criticità storiche. I tempi indicati restano serrati e legati a passaggi tecnici e autorizzativi complessi. La partita si gioca adesso sulla capacità di rispettare il cronoprogramma e trasformare le previsioni in cantieri reali. Solo allora si capirà se la svolta annunciata potrà incidere davvero sul sistema siciliano.



