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Termini Imerese. Ancora dubbi sul progetto Grifa

Permangono ancora molte incertezze sul progetto Grifa per l’ex Fiat di Termini Imerese. Ad avanzare dubbi sul piano della società che vorrebbe rilevare il sito – sempre che ottenga il via libera del ministero dello Sviluppo economico e di Invitalia – sono come al solito i deputati del Movimento 5 stelle all’Ars, dopo l’audizione svoltasi ieri in commissione Attività produttive a cui ha partecipato anche il parlamentare nazionale del movimento Riccardo Nuti.

Le perplessità dei pentastellati si riferiscono in particolare al futuro dei lavoratori ma anche all’affidabilità dell’intero progetto. A gettare benzina sul fuoco le dichiarazioni dell’assessore Linda Vancheri che, nel corso dell’audizione, ha affermato che “non daremo neanche un euro di denaro pubblico al progetto Grifa per la ex Fiat di Termini Imerese fino a quando non sarà stata completata la procedura da parte di Invitalia e Ministero e non ci saranno le opportune rassicurazioni. Non permetteremo- ha aggiunto- che si sprechino risorse pubbliche e i fondi regionali non saranno messi a disposizione fino a quando non ci saranno garanzie”.

Quindi usa toni più concilianti rispetto ad un progetto che dovrebbe far ripartire il sito di Termini e il suo indotto, chiarendo che “si tratta di una start – up e come tale va trattato il progetto Grifa. Dubbi, perplessità e timori li abbiamo tutti perché tutti leggiamo la stampa ma noi dobbiamo basarci su fatti e non possiamo abbandonare i lavoratori. Non siamo chiusi a nessuna possibilità e nei nostri protocolli c’è scritto chiaramente che valuteremo qualsiasi tipo di investimento ma prediligiamo il settore automotive perchè abbiamo professionalità da spendere ma qualunque investimento è il benvenuto”.

Non si fa attendere la risposta di Nuti, autore di un dossier che lui stesso ha presentato alla Guardia di Finanza sulla situazione di Grifa.  “L’assessore Vancheri – ha detto il deputato alla Camera- non ha per nulla risposto alla nostra domanda sulla studiata lentezza del progetto, volta evidentemente a perdere tempo solo per mettere in moto la cassa integrazione. Se si vogliono aiutare i lavoratori lo si faccia in altri modi, ad esempio inserendo in finanziaria il reddito di cittadinanza, magari partendo da coloro che hanno perso il lavoro. Non si può, però, pensare alla cassa integrazione per un progetto che non esiste. Nessuno – continua – fra assessore e sindacati ha saputo rispondere alla domanda perché, alla luce dei progetti non sostenibili di questi anni, non sia stata imposta la verifica della solidità finanziaria prima dei tavoli, durati mesi”.

Con la Vancheri il Movimento è d’accordo su una cosa: “Non va erogato un euro finché non sarà verificata l’affidabilità del progetto e la solidità di Grifa”. “Concordiamo, ovviamente – dice il grillino Giorgio Ciaccio- però la Regione si svegli e vigili sull’operato di Invitalia e del ministero dello Sviluppo economico, che non sono per nulla credibili perché finora smentiti costantemente dai fatti. Sia chiaro- conclude Ciaccio – che tutti i nostri appunti al progetto sono a tutela dei lavoratori, che non devono assolutamente scontare ancora una volta sulla propria pelle gli errori altrui. Va però rotto il sistema che vede la cassa integrazione come elemosina erogata grazie al politico di turno a scopo clientelare”.

Marina Pupella

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