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Teatro Massimo, al via progetto di “Azionariato diffuso”. Santoro è il primo

Il Sovrintendente del Teatro Massimo, Francesco Giambrone, oggi ha ricevuto negli uffici della Fondazione Francesco Paolo Santoro, giornalista e critico teatrale. Motivo dell’incontro la formalizzazione della partecipazione dei Privati a sostegno del Teatro definita “Azionariato diffuso“.

Già in conferenza stampa per la presentazione degli Sponsor, Giambrone, sollecitato da Santoro, si era espresso a favore di tale nuova iniziativa dallo stesso definita una “scintilla sulla cittadinanza” per avvicinare la stessa in concreto all’attività del Teatro .

Le somme, perché si abbia diritto a titolo di azionista partono da un minimo di 100 euro. Saranno evidenziati tre blocchi: 1° blocco da 100 a 500 euro; 2° blocco da 500 a 1000 euro; 3° blocco da 1000 in poi.

“Sono orgoglioso di essere, così come dice il sovrintendente Giambrone, capofila di questo azionariato diffuso” – dichiara Santoro.

“Il mio pensiero culturale non accetta che istituzioni culturali, quale è il Teatro Massimo di Palermo, possano essere penalizzate dalla scarsa attenzione che le istituzioni delegate repentinamente adoperino il sistema del taglio orizzontale delle risorse destinate alla programmazione o addirittura alla sopravvivenza degli stessi”.

“Il Teatro di Palermo – continua Santoro – conosciuto in tutto il mondo, pur soffrendo tale crisi, si sta adoperando per una politica di rigore e di spending review, salvaguardando le eccellenza della proposta culturale in programma. I maggiori sostenitori economici del Massimo hanno in qualche modo tagliato sui fondi, ma hanno garantito la continuazione delle attività, ma malgrado ciò le risorse non sono mai sufficienti per proiettare il nostro teatro tra i più grandi d’Europa.

L’azione che ho intrapreso nel propormi come primo “azionario” di questo progetto vuole essere anche di stimolo affinché altri comuni cittadini, imprenditori, e molta parte di questa società civile si adoperino in questa nuova attività di sostegno che certamente ci farà sentire parte integrante di una comunità attenta e rispettosa della propria cultura , del proprio patrimonio ma soprattutto della propria identità”.

“Auspico che presto vedrò nuovi soci – conclude Santoro – che come me, innamorati della propria Palermo, rispondano a un richiamo di solidarietà, anche perché l’azionariato diffuso ci fa sentire parte integrante e costruttiva di un progetto di riqualificazione culturale in alta definizione”.

F.P.

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