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Teatri lirici nella bufera: i responsabili incaricati (spesso) senza titoli

È di oggi sentire che il ministro Bray ha deciso di rendere pubblici gli emolumenti dei Sovraintendenti degli Enti lirici e dei Direttori artistici. In una situazione di crisi così profondamente tangibile sapere che il Signor Stephane Lissner sovraintendente uscente del Teatro alla Scala percepisce 817.000 euro l’anno  fa rabbrividire. Situazione allarmante perché nessuna regolamentazione è prevista per le retribuzioni a queste figure…. spesso senza qualità e assunti senza nessun bando o concorso.

Passa per poveraccio il Commissario Carapezza, oggi sostituito da Francesco Giambrone, che percepiva appena 200.000 l’anno. Allora? Cariche ed incarichi di lottizzazione politica che determina una forte visibilità pubblica. Non è un caso che Giambrone da assessore alla Cultura lascia il pur prestigioso incarico a palazzo Ziino per conquistare la poltrona del Teatro Massimo. A parte la visibilità è evidente che l’incarico prevede rapporti solidali con i forti poteri rappresentati dagli agenti che detengono di fatto il vero potere all’interno dei teatri lirici.

Ci piace ricordare l’articolo apparso su una rivista specializzata di Musica e Teatro che titolava “Chi è il Poggiolini di Via della Ferratella?”: Grottesco nell’ambito teatrale circolano molte chiacchiere…. testualmente riportiamo.

Si dice che il Dipartimento dello spettacolo sia Dominato da Poteri oscuri, una specie di poter oscuro che muove le fila nel bene e nel male. Tutto è frutto di decisioni, autorizzazioni, privilegi, discriminazioni di questo poter forte che impegna tutti i dirigenti  a eseguire un cammino predeterminato. Cricche della Cultura e consorterie la fanno da padrone all’interno degli stessi Enti Lirici. Condizionamenti sulle istituzioni, ammiccamenti, sussurri, amicizie queste determinano chi può e deve lavorare e chi no! Lo Snals non è addentro a tale sistema e perciò invita qualche 007 a scoprire il personaggio misterioso di tale SANCTA SANCTORUM. Certo è che sovraintendenti  cacciati da  alcuni Enti lirici si ritrovano a ricoprire lo  stesso ruolo in altri Teatri.

Come tutto ciò è comprensibile? 

Ricordiamo il caso di Tranchina, attualmente vice direttore del Teatro Biondo, con un incarico non previsto dalla fondazione del Maggio Musicale Fiorentino, con uno stipendio di oltre 100.ooo euro. Incarico attribuitogli dall’allora Sovrintendente Giambrone. Entrambi furono abbondantemente contestati dai Sindacati, gli stessi che difendono  o dovrebbero difendere gli interessi dei lavoratori e valutare spese e bilanci, ma che poi finiscono per compiacere le stesse nomine.

I Sindacati agiscono in maniera differente da una città all’altra? Riflettiamo su tutto questo e comprendiamo o tentiamo di comprendere le verità intorno a tale situazione. E i politici formalmente urlano allo scandalo, ma solo di facciata nei talk e nei comizi.

Francesco Paolo Santoro

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