Ricollocata la targa dedicata a Giuni Russo: un atto di rispetto per la memoria della città
La nuova targa, donata da una delegazione di FdI, sostituisce quella vandalizzata: "Chi ha imbrattato il vecchio pannello non l'avrà certa vinta"

MEMORIA
Piazza Politeama torna ad avere il suo tributo all’artista palermitana più amata. Nel pomeriggio di oggi operai e rappresentanti hanno riposizionato al Tempietto della Musica la targa dedicata a Giuni Russo, la cantautrice nata a Palermo nel 1946 e rimasta nel cuore di generazioni di appassionati di musica italiana. Un gesto concreto, dopo che ignoti avevano imbrattato e danneggiato la vecchia targa.
La donazione e il messaggio contro il vandalismo
A donare la nuova targa è stata una delegazione composta dai dirigenti di Fratelli d’Italia. L’iniziativa non è solo un atto di ripristino materiale, ma anche una risposta diretta a chi, nei mesi scorsi, aveva preso di mira uno dei luoghi simbolo della memoria musicale palermitana.
“Ci opponiamo a tutti i gesti incivili compiuti a Palermo. Chi ha imbrattato e danneggiato la vecchia targa non l’avrà certo vinta”
“Rendere omaggio a un’artista straordinaria”
I promotori dell’iniziativa sottolineano il significato culturale e identitario del gesto, che va ben oltre la semplice sostituzione di un manufatto danneggiato.
“Restituire questo ricordo alla città significa rendere omaggio a un’artista straordinaria e difendere la memoria culturale di Palermo. La nuova targa vuole essere anche un segnale chiaro: il rispetto per i luoghi simbolo e per la nostra identità non può essere messo in discussione da atti vandalici”
Il Tempietto della Musica, custode di una voce unica
Il Tempietto della Musica di piazza Politeama è da anni uno dei punti di riferimento culturali del centro storico del capoluogo siciliano, luogo in cui la città sceglie di ricordare chi ha saputo raccontarla attraverso l’arte. La targa dedicata a Giuni Russo — interprete dalla voce inimitabile, autrice di brani entrati nella storia della canzone italiana — era diventata parte di quel tessuto simbolico. Vederla danneggiata aveva rappresentato un affronto non solo al monumento, ma alla memoria collettiva di Palermo.
Oggi quella memoria torna al suo posto, in pietra e in metallo, sul sagrato di una città che non ha intenzione di dimenticare.



