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Tantissimi i palermitani alla presentazione dei finalisti del Premio Campiello

Un evento a dimostrare che in città la voglia di cultura , di conoscere, di esserci , è pronta a prevalere su logiche spesso disfattiste che etichettano il palermitano come un distratto e non interessato osservatore, poco propenso a partecipare a manifestazioni culturali troppo impegnative per un afoso pomeriggio  di metà luglio.

Tutti coperti i posti a sedere del capiente salone di Banca Nuova in via Cusmano  dove il pubblico intervenuto, ha avuto la possibilità di approfondire,  attraverso le parole degli autori, il messaggio delle cinque opere finaliste del 12 settembre, giorno in cui sarà proclamato al Teatro La Fenice di Venezia, il vincitore del Premio Campiello 2015, eletto dalla giuria di trecento lettori anonimi,  giunto alla cinquantatreesima edizione e promosso da Confindustria Veneto.

Un tour attraverso l’Italia che da nord a sud,  con dodici incontri nelle principali città, ha l’obiettivo di promuovere e far conoscere ai lettori i testi finalisti e gli autori:  “L’ultimo arrivato” di Marco Balzano   (Sellerio), “Senti le rane” di Paolo Colagrande (Nottetempo), “La Mappa” di Vittorio Giacopini (Il Saggiatore), “Cade La Terra” di Carmen Pellegrino (Giunti), “Il tempo migliore della nostra vita”  di Antonio Scurati (Bompiani).

Il pomeriggio è stato aperto da Marino Breganze, Presidente di Banca Nuova che ha sottolineato, dopo i saluti di rito, l’importanza della cultura per la crescita del Paese. A seguire Roberto Zuccato, Presidente Confindustria Veneto il quale ha parlato di ripresa economica già avviata e del fondamentale ruolo del Sud Italia per l’intera nazione; Piero Luxardo, responsabile della macchina organizzatrice del Premio Campiello,  ha spiegato che il “tour” nelle città, con la presenza dei finalisti, ha il proposito di creare un ponte fra lettori e scrittori che ha la finalità di accrescere la visibilità di questi ultimi e delle loro opere. Gli autori ed i testi sono stati presentati da Egle Palazzolo, nota scrittrice, poetessa, giornalista, che ha moderato l’intero pomeriggio di cultura facendo emergere in un significativo scambio di pensieri con gli autori, le ricercatezze e le peculiarità di ciascun libro in gara. Questi alcuni piccoli flash sulle opere finaliste e sugli autori emersi durante il dibattito.

Prima esperienza da scrittrice per Carmen Pellegrino che con “Cade la Terra”, racconta di luoghi abbandonati ricchi di ricordi ,antichi borghi non più abitati, di silenzi , di personaggi ,di solitudine.

Paolo Colagrande “Senti le rane”, due amici parlano di un terzo amico , una vicenda che si sviluppa in un mondo sempre pronto a dimostrare il contrario di ciò che appare. “Un prete”, protagonista della storia ed un oggetto misterioso , una doppietta per cacciare gli elefanti nascosta in un cantonale.

Marco Balzano “L’ultimo arrivato”, uno stile rapido, una vicenda che parla di emigrazione da sud a nord , protagonista Ninetto catapultato da un paesino del sud in un quartiere di Milano, “palazzi alveare , boom economico, anni settanta” , fabbriche, catene di montaggio storia di vita vissuta.

Vittorio Giacopini ”La Mappa”, quasi un libro storico avventuroso, le peripezie di un cartografo al seguito di Napoleone nella campagna d’Italia, ma oltre alle avventure, le amarezze e le disillusioni che riserva la vita tra il settecento e l’ottocento in un cambio di visione e di mondi tra due secoli.

Antonio Scurati “Il tempo migliore della nostra vita”, il coraggio di dire no alla dittatura, un brillante professore tagliato fuori dalla carriera per essersi opposto al regime fascista, ma anche la storia raccontata da persone comuni come i nonni dell’autore. La spinta emotiva sulla verità assoluta di tempi a noi conosciuti ripensando ai periodi migliori della nostra vita. Storie, introspezione, quotidianità, mistero, curiosità ricchezza di linguaggio ma anche incisività e sintesi , ciascun autore con le sue caratteristiche;  questo il ricordo di chi ha partecipato all’incontro. Colori e figure di copertina, profumo di carta patinata, musica di pagine fruscianti, una meravigliosa alchimia che solo giorni così intensi aiutano a rafforzare.

Massimo Brizzi

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