Tamajo: “La memoria di Piersanti Mattarella è una richiesta di verità, non un rito”
L’assessore regionale richiama i nuovi passaggi giudiziari e invita a non ridurre il ricordo del presidente della Regione ucciso nel 1980 a una semplice commemorazione

“La memoria di Piersanti Mattarella è una richiesta di verità, non un rito”. Con queste parole l’assessore regionale Edy Tamajo interviene per l’anniversario dell’omicidio del presidente della Regione Siciliana, assassinato il 6 gennaio 1980, sottolineando come, a quarantasei anni di distanza, quel delitto resti una ferita aperta nella storia della Repubblica.
“L’eco dell’assassinio di Piersanti Mattarella — oggi, a più di quarant’anni di distanza — non ritorna come una polverosa pagina d’archivio, ma come una ferita che continua a interrogare la coscienza della Repubblica. In queste settimane, nuovi passaggi giudiziari ci ricordano che attorno a quel delitto non tutto è stato chiarito, e che nel tempo, anche dentro gli apparati dello Stato, si sono annidate zone d’ombra che hanno rallentato il cammino della verità.”
Per l’assessore non si tratta di una semplice ricorrenza. “Non è soltanto cronaca: è la dimostrazione che la verità può essere ritardata, ma non cancellata“ scrive Tamajo, ricordando che Piersanti Mattarella fu ucciso perché aveva scelto di rompere con logiche di compromesso e ambiguità, puntando su una politica fondata sulla legalità come metodo di governo. “Aveva compreso che la Democrazia Cristiana doveva tornare a essere ciò che prometteva di essere: una forza di rinnovamento, non di equilibrio opaco“.
“Oggi, come allora, siamo chiamati a difendere quei valori che non passano di moda: la centralità della persona, la responsabilità pubblica, il rigore morale nello svolgimento della cosa pubblica. Valori che non sono slogan, ma architravi di una democrazia che vuole restare credibile. Ricordare Piersanti Mattarella non significa fermarsi alla commemorazione del sacrificio, ma assumersi un impegno: pretendere verità, trasparenza e giustizia. Significa ribadire che lo Stato deve essere riconoscibile, affidabile, inequivocabilmente dalla parte dei cittadini onesti.”
Il messaggio si chiude con una presa di posizione netta: “Oggi, nel rendere omaggio a un grande democratico democristiano, rinnoviamo quella stessa scelta di campo: contro la mafia, contro ogni forma di corruzione, contro ogni tentazione di oscurare la verità“. Per Tamajo, la memoria di Piersanti Mattarella non è celebrazione formale, ma un dovere civile che interpella il presente: “La memoria non è un atto di pietà: è un mandato civico“.



