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Stati Uniti e Tagikistan uniti per salvare i piloti afghani

Mentre Kabul cadeva sotto i talebani in agosto e le ultime truppe statunitensi lasciavano l’Afghanistan, un gruppo di veterani americani programmava l’“Operation Sacred Promise”. L’operazione Promessa Sacra, scattata mercoledì, prende il nome dall’ ente di beneficenza americano ed è dedicata all’evacuazione di 143 tra piloti e personale dell’Air Force dell’Afghanistan. I nuovi governanti dell’Afghanistan avrebbero invitato gli ex ufficiali ad unirsi alle nuove forze di sicurezza e avrebbero promesso di non far loro del male. Tuttavia, i piloti avrebbero affrontato la morte se fossero tornati a casa.

Il giovane Tenente pilota dell’aeronautica afgano era fuggito con il suo turboelica PC-12 dall’Afghanistan al vicino Tagikistan. Come lui altre dozzine di piloti afgani, fiduciosi che i loro partner militari americani li avrebbero salvati, fuggirono con gli aerei militari in Tagikistan e Uzbekistan. Sacred Promise lavora con le organizzazioni militari e private statunitensi per salvare le forze di sicurezza afghane con le quali hanno lavorato durante le loro permanenza. L’evacuazione è avvenuta con un volo organizzato dagli USA e diretto negli Emirati Arabi Uniti, ponendo fine a un calvario durato tre mesi. “Gli afghani – dichiara la Reuters – hanno affermato di contare sugli americani i quali avevano fatto una “sacra promessa” per garantire la loro libertà”.

Foto Bryan Denton

I piloti, nelle registrazioni audio di WhatsApp effettuate con cellulari tenuti nascosti ai Talebani hanno chiesto aiuto agli americani con i quali erano in contatto; hanno descritto le cattive condizioni in cui vivevano, le razioni di cibo insufficienti e le limitate cure mediche nel luogo in cui erano detenuti fuori dalla capitale, Dushanbe. I funzionari dell’Emirato Islamico hanno chiesto a tutti i piloti e al personale dell’Aeronautica Afghana di tornare in Afghanistan. “Non ci sarà alcuna minaccia alla sicurezza per questi piloti in Afghanistan, l’amnistia generale è già stata annunciata. Possono tornare e servire qui“, – ha precisato Zabihullah Mujahid il portavoce dell’Emirato islamico a TOLONews. – “Non ci sarà alcuna minaccia alla sicurezza per questi piloti in Afghanistan. L’amnistia generale è già stata annunciata. Possono tornare e servire qui“, ha detto Zabihullah Mujahid.

Il Brigadiere Generale David Hicks

Il Brigadiere Generale David Hicks, un ufficiale dell’aeronautica in pensione che comandò la missione di addestramento dell’aeronautica guidata dagli Stati Uniti in Afghanistan, e adesso amministratore della Sacred Promise, ha affermato – “che quello che è avvenuto è un grande sollievo per l’intera squadra sapere che stanno uscendo da questo periodo di incertezza e stanno facendo il primo passo per iniziare la loro nuova vita. Speriamo che tutti si riuniranno presto con le loro famiglie. Abbiamo scoperto che non c’era alcun piano da parte degli Stati Uniti per fare qualcosa per far uscire queste persone. Gli Stati Uniti hanno speso milioni e milioni per questi persone altamente istruite e altamente motivate. Sulla base di ciò che hanno fatto combattendo i talebani, pensiamo che meritino la priorità”. Per molti afghani che hanno lavorato con le forze armate statunitensi, il calvario non è finito. Diverse migliaia di piloti e personale dell’aeronautica afghana rimangono ancora nascosti nel Paese asiatico. Vogliono disperatamente lasciare l’Afghanistan perché loro e le loro famiglie rischiano di essere braccati e uccisi dai talebani.

Fabio Gigante

 

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