Più energia e meno emissioni: la rivoluzione del “Cold Ironing” a Porto Empedocle
Un incontro al terminal passeggeri unisce la memoria fotografica dei grandi maestri ai progetti infrastrutturali che cambieranno il volto del porto empedoclino.

ECONOMIA E CULTURA NELL’AGRIGENTINO
Porto Empedocle, il futuro dello scalo tra radici storiche e nuovi investimenti
Un incontro al terminal passeggeri unisce la memoria fotografica dei grandi maestri ai progetti infrastrutturali che cambieranno il volto del porto empedoclino.
Porto Empedocle non è solo un punto di approdo, ma un crocevia dove la storia dello zolfo e del grano incontra la moderna ingegneria portuale. L’evento “Per aquam”, svoltosi ieri presso il terminal passeggeri, ha trasformato lo scalo in un laboratorio di riflessione collettiva. L’iniziativa, nata dalla sinergia tra Annalisa Tardino, presidente dell’Autorità di Sistema portuale del Mare di Sicilia occidentale, e Roberto Sciarratta, direttore del Parco della Valle dei Templi, ha raccolto attorno a sé le principali istituzioni civili e militari del territorio per tracciare la rotta di uno sviluppo che non dimentica il passato.
Il ritorno della Sansovino e l’identità marittima
Le pareti del terminal ospitano oggi le immagini di Gianni Berengo Gardin e Filippo Romano, frammenti della mostra “Insulae Aqua” che fermano nel tempo l’anima dei viaggi mediterranei. Proprio mentre i relatori discutevano del legame tra comunità e mare, la nave Sansovino ha fatto il suo ingresso in porto, richiamando visivamente la celebre fotografia scattata da Berengo Gardin nel 1991. Questo incrocio tra realtà e memoria ha fatto da sfondo agli interventi di Alessandra Klimciuk, Claudia Lanteri e Maria Concetta Parello, che hanno analizzato come l’identità siciliana si sia stratificata attraverso gli scambi marittimi.
Cantieri e sostenibilità: la nuova strategia dell’Authority
La sfida per Porto Empedocle si gioca adesso sulla capacità di modernizzare le proprie strutture per rispondere agli standard europei. Il piano di interventi illustrato durante l’incontro punta a trasformare lo scalo in un polo logistico efficiente e rispettoso dell’ambiente. Tra i progetti principali figurano il miglioramento degli ormeggi Ro-Ro e la riqualificazione del Molo Crispi, oltre a una profonda revisione della viabilità interna e alla costruzione di un nuovo terminal.
“Nel racconto visivo di Berengo Gardin, Porto Empedocle emerge come luogo simbolico: nato come caricatore di grano, divenuto porto dello zolfo, snodo di scambi e di lavoro, è uno spazio in cui storia economica e vicende umane si intrecciano indissolubilmente”, ha dichiarato Annalisa Tardino. La presidente ha inoltre sottolineato l’imminente completamento del cold ironing, una tecnologia che permetterà alle navi di spegnere i motori in banchina alimentandosi tramite la rete elettrica terrestre, azzerando così le emissioni durante la sosta.
Una rete invisibile che connette l’isola al mondo
L’inquadramento del porto all’interno delle reti di trasporto europee impone un salto di qualità nella gestione dei flussi e della sicurezza. La visione emersa dal confronto di ieri non riguarda solo il cemento o l’acciaio delle nuove banchine, ma la funzione sociale dello scalo come motore economico per l’intera provincia di Agrigento. Rafforzare le connessioni significa togliere l’isola dall’isolamento, trasformando la sua posizione geografica da limite a risorsa strategica nel cuore del Mediterraneo.
Il percorso avviato con questo appuntamento culturale segna un passo concreto verso una gestione del territorio che mette a sistema l’archeologia, l’arte e l’industria portuale. Guardare al mare attraverso la lente della memoria permette di progettare opere che non siano cattedrali nel deserto, ma strumenti vivi a servizio di una comunità che ha sempre trovato nell’acqua la propria ragione d’essere.



