Cultura

Svetlana Aleksievic: un nobel per le “piccole persone”

Svetlana aleksievic ha vinto il premio nobel per la letteratura 2015, ad annunciarlo è stata la svedese Sara Danius, neo segretario permanente dell’accademia Reale svedese. Il celebre riconoscimento è stato dato alla Aleksievic  per “la sua opera polifonica, un monumento alla sofferenza  e al coraggio nel nostro tempo”.

Per la prima volta un premio Nobel è stato dato a un genere giornalistico, il premio dal valore di otto milioni di corone  (850 mila euro), verrà assegnato dal Re Carlo XVI Gustavo di Svezia.

La scrittrice/giornalista è nota soprattutto per essere stata cronista dei principali eventi che si sono verificate nell’unione sovietica,dalla guerra in Afghanistan, al disastro di Cernobyl , fino allo scioglimento dell’URSS, affrontando tutti questi eventi  che hanno segnato il XX secolo, con uno spirito polemico denunciando  sempre le ingiustizie e i soprusi che il suo popolo ha dovuto patire.  Anche per questo è stata pesantemente perseguitata dal regime del presidente bielorusso Aleksandr Lukasenko , fino a che si è vista costretta a lasciare il suo paese, perché su di lei gravava la pesante accusa di essere un agente della CIA.

Aleksievic ha commentato con poche parole il premio da lei ricevuto dicendo, “Fantastico!” e ha ammesso di “essere stata colta di sorpresa”, aggiungendo “è una gran cosa poter vincere questo premio”.

Il cuore del lavoro letterario della Aleksievic è stato quello di far raccontare alle persone comuni, che hanno vissuto sulla propria pelle il dramma della “grande utopia” comunista, che ha di fatto segnato la storia dell’ ex URSS, ora Russia, con conseguenze che arrivano fino ai giorni nostri.

Raccogliendo testimonianze direttamente da persone che hanno vissuto il dramma della storia Russa, ha potuto scrivere il suo libro “tempo di seconda mano. La vita in Russia dopo il crollo del comunismo”. In quest’opera  esistono decine di protagonisti ed è tutta gente comune, che lei chiama “piccole persone” e che raccontano quello che è veramente stata l’epocale svolta della storia Russa. Sono contadini, muratori soldati semplici, accumunati dalla consapevolezza degli orrori che il regime commetteva.

La speranza che nutre Svetlana  Alksievic  e tutta la gente,  che come lei ha lottato per i diritti e la libertà di pensiero dei popoli sopraffatti da regimi dittatoriali, sia quello di avere affidato i suoi racconti a gente che capisca e interiorizza veramente quanto da lei raccontato, in modo tale da eliminare tutte le ingiustizie che i popoli come quello Russo hanno dovuto sopportare.

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