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Strager di Monreale: rinvio a giudizio per i tre dello Zen, chiesta la pena dell’ergastolo

Dalla rissa agli spari: ricostruita la dinamica che portò alla morte di Turdo, Pirozzo e Miceli

STRAGE DI MONREALE

Lo Zen va a processo

Il processo inizierà l’8 giugno nell’aula bunker del Pagliarelli per l’agguato mortale durante la festa del Santissimo Crocifisso

La giustizia imbocca la strada del dibattimento per uno dei fatti di degrado più cruenti degli ultimi anni in provincia di Palermo. Il giudice per l’udienza preliminare ha disposto il rinvio a giudizio per Salvatore Calvaruso, Mattias Conti e Samuel Acquisto, i tre giovani residenti nel quartiere Zen accusati della violenta sparatoria che ha sconvolto Monreale nella notte tra il 26 e il 27 aprile 2025. Per i tre imputati, la Procura ha avanzato la richiesta della massima pena: l’ergastolo.

La ricostruzione della notte di sangue

Il dramma si è consumato nel cuore del centro storico, in via Benedetto D’Acquisto, durante i giorni concitati della Festa del Santissimo Crocifisso. Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, quella che doveva essere una serata di celebrazioni si è trasformata in tragedia a causa di una lite banale quanto fatale. Le vittime — Salvatore Turdo, Massimo Pirozzo e Andrea Miceli — avrebbero rimproverato i tre giovani per la loro guida pericolosa tra la folla. Questo richiamo avrebbe innescato la reazione spropositata del gruppo: l’accusa sostiene che Conti e Calvaruso abbiano premuto materialmente il grilletto, mentre Acquisto avrebbe istigato i complici a fare fuoco sulla folla.

Le prove decisive e il ruolo dei testimoni

Il lavoro investigativo si è avvalso di un mosaico di elementi che ha stretto il cerchio attorno ai tre ventenni. Oltre all’analisi meticolosa delle immagini di videosorveglianza e ai controlli sui profili social, è risultata fondamentale la testimonianza di un amico degli imputati, che ha fornito dettagli chiave per ricostruire la dinamica dell’agguato. Accertamenti tecnici e altri riscontri testimoniali hanno completato il quadro accusatorio che ora passerà al vaglio dei giudici popolari.

Il processo in aula bunker

Il prossimo appuntamento con la giustizia è fissato per l’8 giugno presso la prima sezione della Corte d’assise, nell’aula bunker del carcere Pagliarelli di Palermo. Il tribunale ha già ammesso la costituzione come parti civili dei familiari delle vittime, del Comune di Monreale e della Presidenza della Regione Siciliana. Tra i presenti ci saranno anche i due feriti sopravvissuti alla sparatoria, tra cui Nicolò Cangemi, pronti a chiedere giustizia per un massacro che ha segnato indelebilmente la comunità siciliana. Una vicenda che ora attende solo il verdetto dell’aula per chiudere una ferita rimasta aperta troppo a lungo.

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