Strage di Capaci, la Procura ricorre in Cassazione contro il no all’archiviazione sulla pista nera
Il gip Luparello ha respinto per la seconda volta la richiesta di chiusura delle indagini

La Procura di Caltanissetta ha presentato ricorso in Cassazione contro la decisione del gip Grazia Luparello che ha respinto per la seconda volta la richiesta di archiviazione dell’inchiesta sulla cosiddetta “pista nera” nella strage di Capaci. L’attentato del 23 maggio 1992 costò la vita a Giovanni Falcone, alla moglie Francesca Morvillo e a tre agenti della scorta.
La notizia, anticipata dalla trasmissione Rai “Report”, ha trovato conferme negli ambienti giudiziari. Il ricorso invoca l’abnormità del provvedimento con cui il giudice ha nuovamente bloccato la chiusura delle indagini. Il procuratore Salvatore De Luca, che coordina le inchieste sulle stragi di mafia, aveva definito durante una recente audizione in Commissione antimafia la pista nera “zero tagliato”, precisando tuttavia che rimangono aperti diversi filoni investigativi.
I due no del gip alle richieste di archiviazione
Il primo rigetto risale al maggio 2022 e riguardava il fascicolo senza indagati sui possibili mandanti esterni della strage. In quell’occasione il gip Luparello dispose nuove indagini su 32 punti, compresi accertamenti sulla pista nera e su Stefano Delle Chiaie, esponente di spicco del neofascismo italiano e fondatore di Avanguardia nazionale, deceduto nel 2019.
Nel dicembre 2024 la Procura ha ripresentato la richiesta di archiviazione, ma il giudice l’ha respinta una seconda volta. Questa volta il gip ha chiesto approfondimenti sull’interesse che Paolo Borsellino avrebbe manifestato verso il collaboratore di giustizia Alberto Lo Cicero, che in un interrogatorio del 2007 aveva parlato di un presunto coinvolgimento di Delle Chiaie nella strage.
Le dichiarazioni del pentito Lo Cicero
Il pm Gianfranco Donadio ha condotto il 5 giugno 2007 l’interrogatorio dopo aver trovato, nell’archivio della Direzione nazionale antimafia, un’informativa del capitano dei carabinieri Antonio Cavallo. La trasmissione ‘Report’ ha trasmesso il colloquio ieri.
Lo Cicero racconta di aver visto Delle Chiaie a Palermo nel 1992 e riferisce di un incontro tra il neofascista e il boss mafioso Mariano Tullio Troia, morto nel 2010. “Troia andava da Delle Chiaie?”, chiede il magistrato. “No, Delle Chiaie andava da Troia. Penso che direttamente la mano viene da lui” risponde il collaboratore.
Lo Cicero afferma inoltre di aver “visto la macchina blu più di una volta” sul luogo della strage di Capaci, “con dentro Delle Chiaie. Erano in tre”. Alla domanda se “il discorso di Capaci fu portato da Delle Chiaie”, il pentito risponde che “fu portato dalla politica” e che “l’ultimo pezzo l’ha fatto Delle Chiaie”.
La Cassazione dovrà ora pronunciarsi sulla legittimità del provvedimento del gip che ha imposto alla Procura di proseguire le indagini invece di archiviare il fascicolo sulla pista nera.



