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A Catania nasce il SiC Campus: nessun altro impianto del genere esiste al mondo

Il nuovo impianto etneo sarà l'unico al mondo a completare l'intera filiera del carburo di silicio in un solo stabilimento

ENERGIE RINNOVABILI

STMicroelectronics costruisce a Catania la prima fabbrica al mondo di semiconduttori in carburo di silicio

Un investimento da 5 miliardi di euro trasforma lo stabilimento etneo nel polo globale di riferimento per la microelettronica avanzata. Previste quasi 3.000 nuove assunzioni in Sicilia

Nel cantiere dello stabilimento STMicroelectronics sull’Etna operai e ingegneri stanno costruendo il “SiC Campus”, il primo impianto al mondo in grado di realizzare l’intero ciclo produttivo dei semiconduttori in carburo di silicio — dal materiale grezzo in polvere fino al dispositivo finito — in un unico sito industriale. Gli assessori regionali all’Economia Alessandro Dagnino e alle Attività produttive Edy Tamajo hanno visitato il cantiere e incontrato i vertici aziendali: Giuseppe Notarnicola, presidente di STM Italia, Renato Martire, vicepresidente responsabile degli affari istituzionali, e Francesco Minerva, direttore del sito di Catania.

5 miliardi di euro: chi mette cosa

L’investimento complessivo vale 5,06 miliardi di euro. STMicroelectronics ne copre 3,1 miliardi con risorse proprie. Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy contribuisce con 1,76 miliardi, mentre la Regione Siciliana stanzia 300 milioni attingendo ai fondi europei Step — Strategic Technologies for Europe Platform — nell’ambito del Programma regionale Fesr 2021-2027. Il progetto è classificato come IPCEI (Importante Progetto di Comune Interesse Europeo), la categoria di interventi che l’Unione europea sostiene per rafforzare la competitività nei settori tecnologici strategici.

“In Sicilia è in corso la costruzione della prima fabbrica al mondo nella quale verrà realizzato l’intero processo di produzione di semiconduttori a carburo di silicio. Si tratta di un’iniziativa di grande impatto economico e occupazionale, avviata grazie al ruolo determinante del governo Schifani, che vi ha contribuito con lo stanziamento di 300 milioni a valere sui fondi Step” hanno dichiarato Tamajo e Dagnino.

Cosa produrrà e perché conta

A regime, il nuovo impianto produrrà fino a 15.000 wafer da 200 millimetri a settimana. I semiconduttori in carburo di silicio sono componenti essenziali per la mobilità elettrica, le energie rinnovabili e i sistemi elettronici ad alta efficienza energetica – mercati in crescita sostenuta a livello globale. Con questo stabilimento, STMicroelectronics diventa l’unico produttore europeo capace di coprire l’intera filiera integrata del carburo di silicio.

L’azienda, presente in Sicilia da oltre sessant’anni, occupa oggi sull’Isola 5.459 lavoratori, il 42 per cento dei quali laureati.

Quasi 3.000 posti di lavoro, mille già assunti

Sul fronte occupazionale le stime indicano 7.757 unità lavorative annue generate indirettamente sul territorio e 2.966 nuove assunzioni dirette nella regione, di cui 1.000 già effettuate. Il valore aggiunto stimato per l’economia siciliana ammonta a circa 895 milioni di euro.

“Il governo Schifani ha voluto fortemente questo investimento, perché crediamo che la crescita del territorio passi dalla capacità di attrarre grandi progetti industriali e di rafforzare le filiere tecnologiche strategiche” hanno aggiunto gli assessori. “Questo intervento rappresenta un passaggio fondamentale per consolidare la presenza di STMicroelectronics in Sicilia e per rendere il nostro territorio attrattivo per grandi investimenti capaci di generare nuove opportunità di sviluppo nel settore dell’alta tecnologia”.

Un’occasione che non si ripete facilmente

Catania non ospita soltanto uno stabilimento produttivo: diventa il nodo di una filiera globale che tiene insieme ricerca, manifattura e capitale umano qualificato. Per una regione che ha costruito decenni di competenza nell’elettronica di potenza, il SiC Campus non è un punto di arrivo, ma la base da cui partire per attrarre nuovi investitori, formare nuove generazioni di tecnici e ingegneri e radicare nell’Isola una vocazione industriale capace di resistere ai cicli economici.

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