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Stato di emergenza per crollo sulla A19, Crocetta: “Stiamo procedendo in maniera celere”

“Il direttore della Protezione civile nazionale ha assicurato che nel giro di 48 ore inoltrerà alla presidenza del Consiglio dei ministri la relazione sulla dichiarazione dello stato di emergenza per i danni al ponte Himera. Poi toccherà al Cdm deliberare”.

Queste le parole del governatore Rosario Crocetta, che torna a parlare del crollo del viadotto lungo la 19 Palermo-Catania, chiusa ormai da oltre un mese. Inoltre rassicura che non c’è nessun ritardo dunque , anzi, si sta procedendo in maniera celere con tempi inferiori rispetto a situazione analoghe del passato.

In realtà il ritardo c’è stato visto che la dichiarazione dello stato d’emergenza era attesa due settimane fa stando a sentire lo stesso Crocetta. Già allora, però la protezione civile aveva detto chiaramente che i tempi non c’erano. La linea temporale indicata era quella del Consiglio dei Ministri di venerdì’ scorso ma anche quella scadenza è saltata.

Intanto però la Sicilia resta divisa in due e si moltiplicano i disagi per i cittadini. A pagare il prezzo più alto è chi, quella strada, la percorreva per lavoro.

Il presidente e il direttore della Coldiretti regionale, Alessandro Chiarelli e Prisco Lucio Sorbo, sottolineano che gli imprenditori siciliani, così come tutti i cittadini, non possono più aspettare che si completino gli aspetti burocratici per dichiarare lo stato d’emergenza. Dopo 32 giorni abbiamo assistito a controlli, monitoraggi, visite, prese d’atto, considerazioni, analisi, denunce, ma ancora di non si intravede un solo fatto concreto. Per questo chiediamo che per il trasporto delle merci dalla Sicilia orientale avvenga dai porti che hanno i servizi a terra come quello di Augusta e soprattutto proponiamo l’abolizione del pedaggio sulla Palermo – Messina – Catania: un atto dovuto da parte del Governo con un intervento sull’Anas.

In conclusione la trasmissione entro 48, se confermata, dovrebbe permettere al Consiglio dei Ministri di dichiarare lo stato d’emergenza nella riunione di venerdì 15 maggio, in concomitanza con la festa dell’Autonomia Siciliana. Da allora si potrà cominciare a parlare di lavori per la bretella d’emergenza che comunque non potrà essere pronta per la fine dell’estate o dell’anno.

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