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Il Barbera verso il futuro: 350 milioni per Euro 2032

Populous firma il progetto, Palermo punta agli Europei con uno stadio da 40mila posti

RESTYLING

Quattro progetti, fino a 350 milioni di investimento e obiettivo Euro 2032

Il Palermo presenta al Comune il documento di fattibilità firmato Populous

Palermo si gioca una partita che va oltre il calcio. Il “Renzo Barbera” si prepara a cambiare volto con un progetto di ampio respiro che punta a rendere lo stadio conforme agli standard Uefa e, allo stesso tempo, a trasformarlo in un’infrastruttura viva e accessibile per la città. Il club rosanero ha depositato al Comune un Documento di fattibilità delle alternative progettuali, redatto dallo studio internazionale Populous, primo passo formale verso la ristrutturazione dell’impianto.

Il dossier supera le 160 pagine e delinea quattro possibili scenari, con costi stimati tra 210 e 350 milioni di euro e una tempistica chiara: completare i lavori entro giugno 2031, così da poter sostenere la candidatura di Palermo come sede delle gare degli Europei organizzati da Italia e Turchia.

Euro 2032, una finestra da non perdere

L’amministrazione guidata dal sindaco Roberto Lagalla punta a rientrare nel circuito delle città ospitanti. Palermo non figura nella prima lista provvisoria, ma ha già avviato interlocuzioni con governo e Federazione. Il nodo resta l’impianto: senza un adeguamento strutturale, il Barbera non risponde ai requisiti richiesti dall’Uefa.

Per questo il percorso amministrativo è già partito. Dopo un’integrazione documentale, il club ha chiesto e ottenuto una conferenza di servizi preliminare, tenutasi lo scorso 22 gennaio. L’obiettivo, se i tempi burocratici lo consentiranno, è presentare la candidatura entro agosto 2026.

Restyling necessario, Europei o no

La ristrutturazione non è legata esclusivamente agli Europei. Il Barbera necessita comunque di interventi di ammodernamento e il club ha chiarito che i lavori si faranno a prescindere dall’esito della candidatura. La partecipazione al torneo continentale, però, potrebbe accelerare il processo e spingere verso soluzioni più avanzate. La capienza varierebbe tra 30 e 36 mila posti, sufficiente per ospitare gare fino agli Ottavi di finale, con la possibilità di arrivare a 40 mila spettatori nelle ipotesi più ambiziose.

Renzo Barbera lavori entro il 2031 e obiettivo Euro 2032

Quattro strade possibili

Le alternative progettuali differiscono per impatto, tempi e risorse. Le prime due prevedono interventi limitati di manutenzione, consolidamento e riqualificazione dell’area, soluzioni che non convincono il club e che garantirebbero solo l’idoneità alle competizioni nazionali.

La terza ipotesi estende l’intervento all’area dell’Ippodromo, ma presenta criticità legate alla concessione in essere e ai tempi, difficilmente compatibili con la scadenza europea.

La quarta è quella su cui punta la società: riqualificazione integrata dello stadio e degli spazi circostanti, con la creazione di un polo sportivo, culturale e sociale fruibile tutto l’anno, attenzione all’ambiente, energie rinnovabili, riuso delle acque e soluzioni pensate per la resilienza climatica.

Cantieri a tappe e concessione lunga

I tecnici prevedono lavori per stralci, così da non interrompere le partite casalinghe del Palermo. L’investimento, soprattutto nelle ipotesi più avanzate o in caso di copertura dell’impianto, richiederebbe il rinnovo della concessione dello stadio con una durata pluridecennale. All’interno del nuovo Barbera troverebbero spazio museo, store ufficiali, ristoranti, negozi e uffici, con un’attenzione particolare a accessibilità e inclusione sociale.

Un nuovo pezzo di città

Il progetto guarda oltre i tornelli. Le aree esterne verrebbero trasformate in un parco urbano aperto, adatto a tornei sportivi, eventi gastronomici, mostre e iniziative culturali, con una fan plaza permanente. Prevista anche una maggiore integrazione con il Parco Mazzarino e la realizzazione di due piazze simboliche: piazza Rosanero, dedicata ai tifosi, e piazza Palermo, nuova porta di accesso allo stadio.

Sul fronte mobilità, il piano si incrocia con il progetto del tram e con l’ampliamento dei parcheggi a raso, per migliorare i collegamenti e ridurre l’impatto sul quartiere.

Se il cronoprogramma sarà rispettato, Palermo avrà uno stadio nuovo senza rinunciare alla sua casa storica. Una trasformazione che parla di sport, ma anche di spazi pubblici e futuro urbano, con una scadenza che incombe e una sfida che la città ha deciso di affrontare.

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