Stabilizzati i 258 Asu entro il 9 dicembre
Schillaci (M5S): “la fine a una vicenda che si trascina da 28 anni”

Si conclude definitivamente il percorso di stabilizzazione per 258 lavoratori Asu impiegati nei dipartimenti regionali dei Beni culturali e delle Infrastrutture della Regione Siciliana. La commissione Lavoro all’Ars, durante l’audizione di oggi con i vertici della Sas e i rappresentanti sindacali, ha fissato il cronoprogramma che porterà alla firma dei contratti a tempo indeterminato il 9 dicembre.
A darne comunicazione è la deputata regionale Roberta Schillaci, vice capogruppo del Movimento 5 Stelle all’Ars, che sottolinea come questo passaggio metta fine a una condizione di precarietà che si protraeva da quasi tre decenni.
“Finalmente arriva a conclusione il processo di stabilizzazione dei 258 Asu in forza presso i dipartimenti Beni culturali e Infrastrutture della Regione. Oggi in commissione Lavoro, nel corso di un’audizione con i vertici della partecipata Sas e dei sindacati, è stato definito il timing per l’assunzione a tempo indeterminato. La data fatidica è quella del 9 dicembre per la sottoscrizione dei contratti per 258 lavoratori, mettendo fine così ad una vicenda vergognosa che si trascina da 28 anni. Questi stessi soggetti, da tanti anni, garantiscono l’apertura dei musei e la fruizione dei parchi archeologici e dei siti culturali siciliani. Nonostante ciò sono stati esclusi dai processi di stabilizzazione e solo ora trova sbocco una vertenza grazie anche alle sollecitazioni che sono venute dal parlamento regionale. In questi mesi ho spinto molto per la definizione dell’iter legato all’assunzione invitando più volte la governance di Sas e tutti gli altri soggetti istituzionali a dare seguito alle disposizioni normative. Sono contenta che per questi lavoratori si apre la fase della certezza del lavoro e della protezione sociale, e potrò gioirne appena arriverà la firma sui contratti dopo tanti stop and go” – Roberta Schillaci.
Con questa stabilizzazione, la Regione Siciliana mette un punto su una delle vicende più lunghe del precariato pubblico isolano. Per i lavoratori coinvolti si avvia adesso una nuova fase di tutela occupazionale e dignità professionale, con un impatto diretto sulla continuità dei servizi culturali garantiti al pubblico.



