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Caos a Palermo, la politica chiede misure immediate

Un'escalation che spaventa: ora M5S e FdI chiedono misure concrete al prefetto

SICUREZZA

Una notte di fuoco, due omicidi nel giro di poche ore, colpi di pistola contro attività commerciali: Palermo vive uno dei momenti più bui degli ultimi anni sul fronte della sicurezza, e la politica — da ogni schieramento — non ci sta più a tacere.

Nuovi spari allo Zen

Nella notte appena trascorsa, ignoti hanno esploso colpi di pistola contro un panificio e una macelleria nel quartiere Zen di Palermo. Non è un episodio isolato: nelle settimane scorse raffiche di Kalashnikov avevano già seminato terrore tra San Lorenzo e Sferracavallo, e ieri si sono registrati due omicidi, uno al Villaggio Santa Rosalia e uno al Cep.

Il quadro che emerge è quello di una città che fatica a tenere sotto controllo le sue periferie. Le intimidazioni alle attività commerciali seguono una logica precisa: piegare il tessuto economico, imporre soggezione, segnalare chi comanda.

Lo Zen “fuori controllo”: la denuncia del M5S

A lanciare l’allarme più duro è Roberta Schillaci, segretaria della commissione regionale Antimafia e vice capogruppo del Movimento Cinquestelle all’Assemblea regionale siciliana, che definisce il quartiere Zen «sempre più fuori controllo».

“Gli episodi criminali si ripetono frequentemente lasciando sgomenti tanti cittadini che pure in quell’area di Palermo vivono nella legalità e cercano di guardare al futuro con speranza. La notte scorsa sono stati esplosi colpi di pistola contro due attività commerciali. È il chiaro segnale che c’è chi agisce perché vuole mettere soggezione alla comunità e al tessuto economico e produttivo dello Zen.”

— Roberta Schillaci, M5S ARS

Schillaci cita poi un episodio che ha ulteriormente alzato il livello di allerta: qualcuno, attraverso i social, ha imposto la serrata ai mercatali dello Zen per consentire il funerale di un soggetto già noto alle forze dell’ordine. «Il crinale raggiunto ormai è allarmante», conclude.

La richiesta è chiara: il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza deve riunirsi immediatamente. «Come commissione regionale Antimafia abbiamo fatto sentire la nostra voce in più occasioni, ora è il tempo della responsabilità e dell’azione», dichiara ancora Schillaci.

FdI: “Rafforzare i controlli, il prefetto intervenga”

La stessa urgenza arriva dal centrodestra. Luca Sbardella (commissario di FdI in Sicilia), il senatore Raoul Russo (coordinatore provinciale) e Antonio Rini (presidente provinciale) firmano una nota congiunta che non lascia spazio a interpretazioni.

“Gli episodi intimidatori avvenuti allo Zen, e nelle settimane scorse a Sferracavallo, sono inaccettabili. I colpi di pistola esplosi contro le vetrate delle attività colpiscono non solo gli imprenditori coinvolti, ma l’intera comunità che ogni giorno lavora onestamente.”

— Sbardella, Russo, Rini — Fratelli d’Italia Sicilia

I tre esponenti di FdI chiedono al prefetto una presenza ancora più costante delle forze dell’ordine nelle aree più esposte, per prevenire e contrastare “con fermezza ogni forma di criminalità”. E si schierano apertamente accanto a chi denuncia: «Saremo al fianco di chi denuncia e resiste, perché la legalità va difesa ogni giorno con atti concreti».

Palermo ha vissuto troppe notti come questa. Dietro ogni vetrina crivellata di colpi c’è un commerciante che ogni mattina abbassa la serranda con il timore di trovare danni o peggio. Dietro ogni omicidio c’è una famiglia e un quartiere che restano con le domande in mano. Le dichiarazioni di indignazione non bastano più: quello che i cittadini delle periferie palermitane aspettano sono risposte concrete — più presidi, più controlli, più stato. Prima che la situazione sfugga davvero di mano.

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