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Sorrentino: “Pugnalata vedere poca gente allo stadio. Critiche a Zamparini? Facile dare le colpe solo a lui”

Sorrentino, foto internet

E’ l’uomo simbolo della squadra, da buon capitano si prende le responsabilità sia dentro che fuori dal campo mostrando grande personalità. Stiamo parlando di Stefano Sorrentino. Il capitano dei rosa ha rilasciato una lunga intervista a “La Repubblica”.

Sabato il Palermo è tornato alla vittoria dopo tre sconfitte consecutive tra campionato e Coppa Italia, ecco le sensazioni di Sorrentino: “Abbiamo vissuto una giornata post gara serena come non ci capitava da tanto. Tutto ciò fa bene al gruppo che, a parte me e Gilardino, è molto ma molto giovane, con alcuni alla prima esperienza in serie A e tanti giovani –afferma il portiere rosa -. La vittoria ci dà fiducia e ci allontana dalla zona calda. Abbiamo vinto uno scontro diretto e adesso dobbiamo dare continuità anche perché sarebbe bellissimo fare punti a Genova e trascorrere un sereno Natale insieme ai nostri tifosi”.

 Maresca-Daprelà-Rigoni, il pensiero di Sorrentino: “Da collega, amico e compagno di battaglie, a livello umano dispiace. Però è anche vero che nessuno di noi si può permettere di entrare in situazioni che sono societarie e personali. Sono discorsi loro anche se mi dispiace”.  

Difficile fare il capitano a Palermo? Tanto. A volte mi ritrovo a parlare con mia moglie solo la sera quando siamo a letto prima di dormire perché durante il giorno non riusciamo a scambiare due parole. Quando dicono che a Palermo non è semplice essere capitano e giocatore importante è vero. Me ne sono reso conto. Però, nel bene e nel male, io vivo di stimoli e sfide e quindi sono nel mio ambiente. Avrò anche commesso errori ma cerco sempre di comportami nel miglior modo possibile, senza tralasciare niente e nessuno e mi faccio carico anche di problemi che non mi competono”.

Nella partita contro il Frosinone è arrivato un altro storico traguardo per  Sorrentino, le 100 presenze con la maglia del Palermo. Ma il numero 70 rosa non si vuole fermare qui, adesso l’obiettivo si chiama Sicignano: “Intanto cento presenze sono comunque tante, quando sono arrivato a Palermo non avrei mai pensato di durare così tanto e soprattutto da capitano. Festeggiare quota cento con la fascia e una vittoria così importante è stato il massimo. Sicignano, che è il portiere con il record di presenze (182), dice che non lo supererò mai perché lui è la leggenda. Allora gli rispondo di fare attenzione: a cento ci sono già arrivato e adesso vengo a prenderti”.
Capitolo tifosi: “Sarebbe molto importante recuperare il rapporto con la gente. Io ho giocato da avversario a Palermo quando lo stadio era pieno e la curva unita – spiega Sorrentino -. Vedere adesso la curva divisa e poca gente sugli spalti è una pugnalata al cuore. Ci sono squadre messe peggio di noi che riempiono lo stadio”.
Gestione Zamparini e le critiche dei tifosi: “Zamparini sogna un Palermo tra le prime 10? Penso e spero che ci riesca e spero di far parte di quel gruppo. Il Palermo merita di stare tra le prime dieci ma c’è bisogno di giocatori importanti, gente affamata e di dare continuità al progetto creando un gruppo di livello come Zamparini ha fatto in passato. Lui ci crede molto ed è giusto che noi e la gente rispettiamo le sue scelte. Leggo e sento che tanti ce l’hanno con il presidente ma mi chiedo: il giorno che Zamparini si romperà le scatole cosa succederà? Spero di non rivedere il Palermo come quando giocava contro mio padre e si barcamenava tra la B, la C e i fallimenti. Io mi tengo stretto Zamparini e la strada vecchia anche perché la strada nuova non la conosciamo e non c’è nessuno che vuole comprare il Palermo. Quindi penso che sia un problema di cultura sportiva che in Italia non aiuta. Io giocavo nel Recreativo Huelva che è la squadra più antica ma anche la più piccola di Spagna. Avevamo uno stadio da 18 mila spettatoti e 17. 500 erano abbonati. Qui ci chiedono di sudare la maglia, ma nessuno di noi è mai uscito senza sudare la maglia. Eppure nemmeno in B siamo riusciti a riempire il “Barbera”. Facile dare la colpa solo a noi, a Zamparini o alla pioggia. Dobbiamo fare tutti passo indietro e fare il massimo per ottenere il massimo. E questo si ottiene se squadra, società e tifosi fanno la loro parte”.
Rinnovo: “C’è stato un incontro ma non ci sono passi in avanti – ha raccontato -. In questo momento abbiamo avuto problemi molto più importanti che il rinnovo di contratto di un singolo. La cosa principale è il Palermo e non ci devono essere cose personali. Potrei cercarmi un’altra squadra a partire da gennaio, ma la cosa non mi interessa. La scadenza poteva essere anche domani, il mio pensiero comunque non sarebbe cambiato. Ci sono altre squadre che si sono fatte vive ma la mia priorità è il Palermo. Indosso i gradi di capitano e sono il timoniere di questa squadra e quindi parlo con il Palermo. Se chiudo con il Palermo bene altrimenti ascolterò altre sirene. Ma non penso ad altro. Penso a tirare fuori il Palermo da una situazione negativa. Importante è che ci sia stato il primo incontro. Ho letto di bonus, accordi ecc…, ma non so da dove vengano fuori queste cose. Io ho fatto una mia richiesta, il Palermo ha fatto un’altra offerta, ma non c’è fretta. I problemi adesso sono altri. Ci sono state settimane nelle quali non ci ricordavamo nemmeno come ci chiamavamo. Io non scappo. Quando dico che la mia intenzione è quella di ascoltare il Palermo sono sincero e limpido”.
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