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La sinistra ci prova ancora ma viene abbattuta: respinta la richiesta di processo per Nordio, Piantedosi e Mantovano

La Giunta per le autorizzazioni boccia il relatore dem: “i ministri hanno agito nell’interesse dello Stato”

La sinistra si agita ma viene ancora una volta abbattuta: bocciata l’autorizzazione contro Nordio, Piantedosi e Mantovano

La Giunta della Camera respinge la richiesta dei progressisti: “i ministri hanno agito nell’interesse dello Stato”

01 ottobre 2025 – La sinistra ci ha provato ancora. Ha tentato di trasformare il caso Almasri in un processo politico contro il governo Meloni, usando la Giunta per le autorizzazioni della Camera come terreno di scontro. Ma l’operazione si è conclusa con l’ennesimo boomerang: la maggioranza ha bocciato la proposta del relatore dem Federico Gianassi che chiedeva l’autorizzazione a procedere contro il ministro della Giustizia Carlo Nordio, il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi e il sottosegretario Alfredo Mantovano.

I numeri che pesano

Il voto è stato netto: 13 contrari e appena 6 favorevoli. La sinistra ha alzato i toni, ma si è ritrovata minoranza anche in un’aula parlamentare. Un’altra prova che il Paese non segue le loro manovre e che i tentativi di costruire “processi politici” contro gli avversari si sgretolano davanti alla realtà.

L’interesse dello Stato prima dei teatrini

Come hanno spiegato i deputati di maggioranza, i tre esponenti di governo hanno agito a tutela della sicurezza nazionale, dei cittadini italiani in Libia e degli interessi dello Stato. Non c’è stato alcun favore personale né abuso di potere, ma solo la difesa del Paese. Un principio che la sinistra finge di non capire, preferendo lanciare accuse e creare casi inesistenti.

Progressisti senza bussola

“È stata detta una menzogna al Parlamento”, ha urlato Gianassi. Parole che suonano come l’ennesimo disperato tentativo di non ammettere la verità: i progressisti le provano tutte, ma le perdono tutte. La loro ossessione per attaccare il governo finisce sempre allo stesso modo: con una sconfitta politica che rafforza la maggioranza e indebolisce ulteriormente un’opposizione priva di bussola.

Prossimo passaggio in Aula

Il 9 ottobre la discussione passerà all’Aula con un nuovo relatore, ma il destino sembra già segnato: la sinistra continuerà a gridare allo scandalo, mentre il governo e la sua maggioranza porteranno avanti il mandato ricevuto dagli italiani.

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