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Il sindacato degli infermieri denuncia ai Nas le condizioni di un reparto del Garibaldi Nesima e l’ospedale si adegua

Il sindacato degli infermieri denuncia ai Nas le condizioni di un reparto del Garibaldi Nesima e l’ospedale si adegua

( di redazione) Gravi carenze strutturali e d’organico all’unità operativa hospice pediatrico dell’ospedale Garibaldi di Nesima. È la denuncia che ha presentato il NurSind di Catania, sindacato delle professioni infermieristiche e che ha costretto il nosocomio ad adeguarsi alla normativa.

Gli hospice sono le strutture ospedaliere dove vengono trattati i malati inguaribili – anche in fin di vita – con cure palliative il cui scopo è quello di salvaguardare la dignità del paziente, sottrarlo al dolore e migliorare la qualità della vita dello stesso malato e della sua famiglia. La loro caratteristica maggiore è l’altissimo livello di assistenza.

Almeno così dovrebbe essere se non fosse che a Catania, presso l’ospedale di Nesima, fino alla settimana scorsa, l’unità operativa dedicata alla pediatria era sprovvista addirittura di organico e presentava gravi carenze strutturali. Gli infermieri che vi prestavano servizio provenivano da altri reparti.

Il NurSind, da ottobre, ha inviato più comunicazioni formali alla direzione dell’ospedale ricevendo in cambio risposte laconiche; da ultimo la svolta con la presentazione di una denuncia formale ai Nas dei carabinieri di Catania.

«In meno di due giorni l’ospedale ha cercato di adeguarsi, anche se non si può parlare di piena efficienza – spiega Vincenzo Neri, portavoce del NurSind, invitato al reparto per fare un sopralluogo – Dal 1 novembre è previsto che gli infermieri, in regime di straordinario, prestino servizio anche all’hospice pediatrico. Rimane un solo medico di turno in organico, troppo poco.»

Le carenze strutturali sono state risolte in parte: è stata allestita una infermeria, prima assente, così come un armadietto delle medicine. Resta un solo ascensore che serve per il trasporto di persone, pazienti (anche con malattie infettive) e defunti, lo stesso è utilizzato anche per i rifiuti e il vitto del reparto.

«Siamo soddisfatti di questo primo risultato e finalmente di aver attivato un confronto con l’ospedale che ha colto, anche se a seguito di denuncia, le nostre segnalazione – afferma ancora Neri – resta però alta l’attenzione. C’è ancora molto da fare».

 

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