Bagheria, Simona Cinà morta in piscina: si indaga sulla droga e resta aperto il fascicolo per omicidio colposo
I fratelli della giovane escludono l’uso volontario di sostanze.

Proseguono le indagini sulla morte di Simona Cinà, la giovane pallavolista trovata senza vita durante una festa in piscina a Bagheria. La procura ha aperto un fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti, mentre si attende l’esito dell’autopsia, prevista per il 5 agosto, che potrà fare chiarezza sulle cause del decesso.
I fratelli di Simona escludono con che la ragazza potesse assumere volontariamente sostanze stupefacenti. Sottolineano come Simona fosse una persona molto attenta alla propria salute, impegnata nello sport e sottoposta a controlli medici regolari, necessari per l’attività agonistica. L’ipotesi più accreditata in famiglia è che qualcuno possa averle somministrato droga a sua insaputa, magari versandola nel bicchiere durante la festa.
Nessuno ha visto Simona cadere in piscina
I carabinieri continuano a raccogliere testimonianze per ricostruire con precisione quanto accaduto nella notte tra l’1 e il 2 agosto nella villa dove ha perso la vita la ragazza. Anche ieri sono stati ascoltati altri giovani che hanno partecipato alla festa, ma nessuno avrebbe visto il momento esatto in cui la ragazza è finita in piscina.
Un dettaglio che continua ad alimentare i dubbi degli inquirenti, impegnati a chiarire un quadro ancora frammentario. Le testimonianze finora raccolte appaiono vaghe e non del tutto coerenti, e non sembrano fornire elementi utili per spiegare come sia possibile che, in un contesto affollato e in piena festa, nessuno si sia accorto di una ragazza che annega.
I punti oscuri e le ipotesi sul decesso
Rimane ancora da chiarire come Simona sia finita in piscina, soprattutto considerando che la piscina era stata trovata pulita e priva di tracce di sostanze o elementi sospetti, fatta eccezione per alcune bottiglie d’acqua. La famiglia esclude categoricamente che Simona possa essere annegata per incapacità di nuotare, descrivendola come un “pesce in acqua”.
Si valuta anche l’ipotesi che Simona possa aver avuto un malore improvviso, anche al di fuori dell’acqua, perdendo poi conoscenza e cadendo in piscina. Restano dunque aperte tutte le piste, comprese quelle che riguardano l’assunzione involontaria di droghe. La vicenda resta ancora molto vaga e solo gli esami autoptici e tossicologici potranno fornire risposte definitive sulle cause della morte della giovane pallavolista.
Aggiornamento sul caso
In attesa dei risultati dell’autopsia, la procura continua a monitorare ogni sviluppo. I carabinieri hanno già risentito più volte i presenti alla festa, e il fascicolo per omicidio colposo a carico di ignoti resta aperto, pronto a essere aggiornato qualora emergano nuovi elementi utili alle indagini. La famiglia di Simona chiede verità e giustizia per la giovane, mentre la comunità di Bagheria resta in attesa di chiarimenti.







