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Svolta sull’idroelettrico: via libera al disegno di legge che accelera la transizione energetica

La Commissione Ambiente dell’ARS approva la riforma. Obiettivo 2030 già a portata tra idroelettrico, geotermico e idrogeno

ENERGIA E TERRITORIO

Il sistema energetico siciliano cambia passo e prova a riscrivere le regole della gestione delle risorse naturali. La Commissione Ambiente dell’ARS ha dato il via libera al disegno di legge sull’idroelettrico, un intervento che punta a superare vecchi schemi amministrativi per introdurre procedure più snelle, moderne e funzionali alla nuova domanda energetica.

L’assessore regionale all’Energia, Francesco Colianni, ha accolto con favore il voto della commissione, sottolineando come la norma intervenga direttamente sul sistema delle concessioni. Il fulcro del provvedimento risiede nell’introduzione della formula del partenariato tra pubblico e privato, uno strumento scelto per garantire una manutenzione e un utilizzo finalmente efficiente del sistema delle dighe dell’isola.

“Esprimo apprezzamento per l’approvazione, da parte della commissione Ambiente dell’Ars, del disegno di legge sull’uso dell’idroelettrico. Si tratta di una norma che non solo intende rivedere il sistema delle concessioni ma, introducendo la formula del partenariato tra pubblico e privato, anche dotare la Sicilia di una migliore gestione del sistema delle dighe”

Questa iniziativa si inserisce in un progetto che il governo Schifani sta portando avanti per diversificare il mix energetico regionale. Recentemente, la stessa commissione ha dato il via libera al testo sulle aree idonee e sugli ambiti di accelerazione, con l’obiettivo di favorire tecnologie finora rimaste in secondo piano, come il geotermico, l’agrovoltaico avanzato e l’idrogeno, rispetto ai già diffusi impianti eolici e fotovoltaici.

“Continua così il percorso di riforma nel settore voluto dal governo Schifani. Nei giorni scorsi, sempre dalla commissione, era arrivato il via libera al disegno di legge sulle aree idonee e sugli ambiti di accelerazione per dare una forte spinta a idroelettrico, geotermico, agrovoltaico avanzato e idrogeno, categorie energetiche sottoutilizzate rispetto all’eolico e al fotovoltaico. La volontà è quella di dare una corsia preferenziale per le autorizzazioni a chi investe in questi ambiti. Complessivamente nel settore delle rinnovabili in Sicilia abbiamo impianti operativi per circa 2,8 GW e 10,7 autorizzati. Supereremo il target assegnato entro il 2030”.

I numeri attuali confermano una crescita costante: l’Isola conta oggi impianti operativi per 2,8 GW e una mole di progetti autorizzati pari a 10,7 GW. Tali volumi mettono la Sicilia in una posizione di vantaggio per traguardare gli obiettivi fissati per il 2030. La programmazione regionale guarda ora verso la riforma del settore idrico, passaggio necessario per uniformare la governance del comparto su tutto il territorio siciliano.

“Il prossimo obiettivo è quello della riforma del settore idrico che creerà finalmente una governance omogenea in tutto il territorio siciliano. Voglio ringraziare la commissione Ambiente presieduta da Giuseppe Carta e i gruppi parlamentari per lo spirito di collaborazione dimostrato”

L’approvazione di oggi pesa come un punto di svolta per l’equilibrio del sistema produttivo siciliano. La collaborazione tra istituzioni e imprese non è più solo un obiettivo, ma una necessità concreta per governare la transizione ecologica, trasformando ciò che già esiste in un motore reale per economia e ambiente dell’Isola.

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