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Sicilia, soppressione delle Province: lettera aperta a Napolitano

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Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata al Presidente della Repubblica e per conoscenza alle massime cariche istituzionali nazionali e regionali da parte del presidente del Comitato Nazionale Pro Province Salvatore Giuseppe Sangiorgi.

«Egregio Presidente,
con la presente lettera vogliamo esprimerle il nostro totale disappunto in merito alla “riforma non riforma” fatta dal governo Crocetta, con la quale ha proceduto attraverso quattro soli articoli contenuti nella L.R. 7/2013 alla soppressione delle Province, facendosi scudo del cosiddetto statuto speciale.

A tal riguardo non possiamo che citare la recente sentenza della Corte Costituzionale con la quale ha riconosciuto l’incostituzionalità dei provvedimenti Monti, che prevedevano la soppressione per accorpamento di alcune Province e la trasformazione dell’ente in ente di secondo livello.

La Suprema Corte ha voluto confermare che la riduzione o l’abolizione dell’ente può essere fatta modificando la Costituzione Italiana, è bene ricordare che ciò può avvenire solo attraverso una larga maggioranza, costituita dai due terzi dei parlamentari ed approvata in ambedue i rami del Parlamento, dopo un lungo iter legislativo.

Risulta incomprensibile il comportamento adottato dal Governo Crocetta, che – in un brevissimo periodo, in assenza di dialogo e concertazione, attraverso maggioranze costruite sul momento – ha cancellato una istituzione storica come la Provincia, creando di fatto un disallineamento della struttura organizzativa – istituzionale con le altre Regioni, ma soprattutto in netto contrasto con diversi articoli della Costituzione Italiana.

Ci rivolgiamo a Lei, punto di riferimento del popolo italiano e garante della Costituzione, sollecitando un Suo puntuale intervento ed interessamento, nel sollevare il caso nelle sedi competenti, al fine di riportare la problematica nell’assoluta normalità, per dare corso ad una riforma degli enti locali, che sia seria, organica ed uniforme in tutte le Regioni italiane, per fornire ai cittadini e ai territori servizi migliori a costi minori.

Egregio Presidente, i cittadini italiani in generale ed in maniera particolare i siciliani, prima ancora di rispettare le regole hanno assoluto bisogno di credere nelle Istituzioni e nell’autorevolezza dei loro rappresentanti, anziché assistere quotidianamente all’uso improprio ed arbitrario del potere, facendo sistematicamente forzature sulle leggi, con il solo rischio di trasformare l’Italia da stato di diritto ad una vera e propria anarchia.»

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