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Sicilia, protestano operatori Formazione: “Mobilitazione a oltranza”

La Cisl Sicilia – scrive Maurizio Bernava Segretario generale Cisl Sicilia – ritiene insostenibili, ingiustificabili e insopportabili i guasti sociali e amministrativi prodotti dalla inconcludente azione del governo Crocetta nel settore della formazione e dei servizi al lavoro. Guasti pericolosi per la comunità siciliana paragonabili, per i gravi effetti sociali, a quelli determinati dagli anni di irresponsabile spreco e abuso di risorse pubbliche destinate al settore.

Dopo due anni di incessanti proteste sindacali e sociali, richieste di ascolto, manifestazioni e denunce, proposte e sollecitazioni affinché il settore della formazione professionale ripartisse su nuovi criteri, bonificato e riorganizzato totalmente e includendo il lavoro degli operatori come perno di un nuovo sistema tutto da edificare.

Alla Cisl è chiaro che (e perché) il governatore, la Scilabra, i vertici amministrativi e i loro vari suggeritori abbiano tenuto tavoli e siglato accordi non rispettati, per oltre un anno, con l’intento di trascinare i lavoratori e il sistema formazione in una sorte di olocausto sociale.

Per la Cisl, quando si contratta per i lavoratori e l’interlocutore è falso e cattivo, nell’animo e nel suo disegno, la colpa non è di chi ha tenuto tavoli e confronti dopo una serie innumerevole di denunce, proteste e manifestazioni. Il ruolo del sindacato resta sempre quello di negoziare. Piuttosto è grave, molto grave, se qualche sindacalista e/o sindacato persiste a dare ascolto e fiducia a chi inganna prima i lavoratori, i siciliani e anche i sindacati.

Ribadisco il mio appello dell’8 settembre inoltrato grazie alla disponibilità di un noto sito on line – continua Bernava . Adesso siamo all’ultima battaglia. Il movimento dei lavoratori va unito su obiettivi e proposte chiari, concrete per avviare una lotta e mobilitazione a oltranza sotto i palazzi della presidenza della Regione e dell’Ars. A oltranza, fino a quando non avremo risultati concreti e veri. Siamo costretti a questo.

Non vogliamo e proponiamo questo per recuperare facile consenso e credibilità. Vogliamo solo sconfiggere questa assurda, cinica e violenta indifferenza, scatenata da un governo burlone, cattivo e inaffidabile accanitosi contro i lavoratori della formazione. Non possiamo e vogliamo subire la cinica distruzione di migliaia di famiglie.

Però, non basta una semplice, unica manifestazione e il rituale incontro di fine corteo. Adesso dobbiamo organizzarci, unirci, per scuotere i due Palazzi. Presidenza e Parlamento regionali. Avviare un vero e proprio assedio, una lotta a oltranza. Bisogna esserci tutti. Consapevoli che sarà ancora più dura la battaglia. Ma dividersi è stato il gioco di questi signori e di chi li ha favoriti nel gioco.

È cambiato il contesto in cui si opera, in Sicilia. Anche per la formazione, che non sarà mai più come quella del passato. Ma questo governo e chi lo sostiene non vogliono cambiarla. Vogliono solo occuparla per gestire come una volta. Con meno lavoratori, senza vincoli sociali, con meno costi, con libertà di gestire clientele e affari. Magari con meno o senza sindacato.

Partiamo sin dai prossimi giorni con una lotta a oltranza. La Cisl ha deciso solo questo. Consapevole della realtà e del rischio. Ma non abbiamo altre alternative da offrire ai lavoratori abbandonati, impoveriti e lasciati senza ascolto.

La credibilità la riconquisteremo tutti solo grazie ai risultati. E non solo nel settore della formazione. Lo dico in forma pubblica e me ne assumo le responsabilità politiche e civili.

Dobbiamo unirci per “assediarli”, per farli uscire dalla loro cinica indifferenza sociale. Proponendo noi come rappresentanti del lavoro, al governo e al Parlamento, una vera riorganizzazione dei servizi e delle attività nel settore. Per far riavviare il sistema con le tre filiere, ricollocando i lavoratori e garantire il pagamento delle spettanze dovute. Arretrate e correnti.

Siamo in emergenza sociale, in Sicilia – conclude Bernava. A questo punto, solo i lavoratori, più consapevoli e ben guidati, possono far cambiare copione a questa tragica burla del governo Crocetta.

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