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Sicilia, protesta lavoratori Ast davanti la Regione

Torneranno a protestare domani mattina davanti alla Presidenza della Regione i lavoratori dell’Ast. A spiegare attraverso una nota congiunta le ragioni della protesta i sindacati Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Faisa Cisal, Ugltrasporti e Cobas, che denunciano i grossi disagi in cui si trovano i lavoratori oggi.

“Non hanno ancora percepito gli ultimi due stipendi con evidenti forti difficoltà per loro e le loro famiglie – scrivono- la situazione economica all’Ast si sta aggravando, l’Azienda non è nelle condizioni di procedere al pagamento dell’assicurazione dei mezzi, alla manutenzione del proprio parco vetture, e tutto questo avrà come naturale epilogo l’interruzione del servizio di trasporto”.

La società partecipata al 100 per cento dalla Regione siciliana è guidata da Dario Lo Bosco, già presidente di Rfi, che ai taccuini di Il Moderatore spiega: “L’azienda è sana ed anche nel 2013 ha chiuso in utile, avendo attuato una riorganizzazione industriale e redatto un piano industriale. Abbiamo pagato gli stipendi di aprile, ma è vero che l’azienda è in credito con la Regione per 45 milioni di euro. Somme che evidentemente si sono accumulate negli anni, e quindi non imputabili all’attuale governo regionale. Il presidente della Regione e l’assessore all’Economia- prosegue- hanno mostrato una certa sensibilità rispetto alla situazione in cui versa il personale, non a caso hanno incontrato quindici giorni fa i sindacati con i quali si è aperto un tavolo di confronto”.

Ma allora, chiediamo, perché tornano in piazza?

“E’ giusto che lo facciano – risponde Lo Bosco – è legittimo che continuino a manifestare per richiamare l’attenzione delle istituzioni sull’azienda, che per la Sicilia è strategica”.

Ma intanto la situazione per gli impiegati dell’azienda dei trasporti regionale continua a rimanere critica.

“E’ da un anno che questi lavoratori percepiscono gli stipendi con grandi ritardi- spiega Amedeo Benigno, segretario regionale della Fit Cisl- ma ciò che ci preoccupa maggiormente è che non sappiamo quale destino abbia in serbo la Regione per la sua partecipata; considerato che non c’è un parco automezzi efficiente e che manca una liquidità immediata, dovendo la Regione dare all’Azienda circa 50 milioni di euro, fra 10 milioni di ricapitalizzazione, circa 10 milioni di tessere per anziani, 11 milioni di trasporto urbano e 13 milioni di rinnovo contrattuale. Ecco, vorremmo delle spiegazioni dal Governo ed è per questo che domani scenderemo di nuovo in piazza”.

Marina Pupella

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