Arte e Cultura

Sicilia, Progetto Femmina 2013 a Villa Pantelleria

Giunta alla sua quinta edizione, la manifestazione Femmina quest’anno punta lo sguardo alla donna nel mondo con particolare attenzione alla donna neolatina in un insieme di esperienze e di realtà tutte al femminile. Come nelle passate edizioni, l’Associazione vuole che al progetto culturale si affianchi un progetto di solidarietà, infatti parte del ricavato e dei compensi agli artisti, verrà devoluto al progetto di rivalutazione culturale del quartiere Zisa rivolto ai più piccoli dal titolo “Vivi La Zisa dei piccoli”.

Il progetto nasce dall’esigenza di un quartiere come la Zisa di Palermo, dove pochissime o quasi del tutto assenti sono le attività rivolte ai piccoli. Lo scopo è quello di realizzare un centro di incontro culturale per i piccoli dai 3 agli 11 anni, nel quale essi possano, gratuitamente o a prezzo sociale, partecipare a laboratori di vario genere, da quelli propedeutici di musica, danza, teatro e pittura a quelli di riciclo-creativo, a quelli di lingua inglese, francese, spagnola ed araba. La scelta della gratuita o della contribuzione volontaria, dei corsi in un quartiere come la Zisa è dovuta al fatto che in realtà, pur essendo molto popolato da bambini (diversi infatti sono i plessi scolastici compresi nel quartiere) molte sono le famiglie in difficoltà che non possono permettersi di dare ai propri figli l’opportunità di avvicinarsi alle arti, alle lingue ed alla cultura in genere.

Progetto Teatrale: L’Associazione Artistico Culturale Frida Kahlo durante la sua manifestazione tutta al femminile si occuperà proprio di un viaggio ideale e nel tempo che porta la protagonista delle 2 performances teatrali dalla nostra amata Sicilia attraverso la Spagna, al Messico degli anni trenta: Il Messico di Frida Kahlo, nella convinzione che le donne neolatine qui rappresentate abbiano tutte un forte affinità di esperienze, tratti somatici, ricchezza d’amino e cultura.

1. La Performance Teatrale sulla Donna Spagnola “BellezaCruel”

2. La Performance Teatrale su Frida Kahlo “La cinta que envuelve una bomba”

Perché realizzare una performance teatrale su Frida Kahlo: realizzare una performance teatrale sulla pittrice messicana Frida Kahlo è stata per noi una scelta naturale vista la passione che accomuna glia associati verso questa pittrice. Frida Kahlo (1907-1954) è un’artista molto apprezzata non solo in Messico ma in tutto il mondo sia da critici che da estimatori ed appassionati, infatti tanti sono stati gli artisti, pittori, poeti, cantautori, registi teatrali e cinematografici che ad essa hanno ispirato la propria opera, basti pensare che al ricorrere del centenario della sua nascita nel 2007 moltissime sono state, in tutto il mondo, le manifestazioni, le mostre pittoriche, gli spettacoli che l’hanno ricordata con passione ed entusiasmo perché la piccola “Friducha” come la chiamava il suo grande amore e mentore, Diego Rivera (grande muralista messicano ndr) con i suoi quadri ha acceso gli animi di molti e persino la famosissima cantante Madonna è una sua fervida collezionista.

Di lei il suo contemporaneo Picasso diceva con ammirazione al marito Diego Rivera “ne io ne tu sappiamo dipingere una testa come Frida Kahlo” e ancora Andrè Breton (scrittore e poeta francese): ”la sua pittura è una bomba avvolta da un nastro di seta”. Tanti sono i turisti e i palermitani stessi che ammirano Frida Kahlo e che di lei hanno almeno una biografia o un catalogo in casa, proprio perché ella con la sua pittura forte, dolorosa ma al contempo audace e coraggiosa trasmette tutto il potere che l’arte ha sulla vita di ciascun artista. La pittura le ha dato la forza di continuare a vivere una vita in continua danza con la morte che le era amica, la pittura le ha dato il coraggio di mostrare la vera Frida, la sua anima prigioniera in un corpo martoriato dagli interventi chirurgici e da una lunga malattia.

Famosa è di lei la frase: ”Spero che la mia dipartita sia gioiosa e spero di non tornare mai più” ciò a dimostrare la forza che una vita su una sedia a rotelle pretende, e il potere che le arti e la pittura in particolare, hanno di renderti libero. Frida piace soprattutto perché attraverso la sua arte e con una forza straordinaria, ella tende a sciogliere non solo le sue catene fisiche ma anche quelle mentali di chi lei guarda attraverso i suoi autoritratti infatti è lei che ti osserva e che ti rapisce da quegli autoritratti di misure relativamente piccole la cui minuziosità e profondità ti avvolge e coinvolge in un mondo che è tutto di Frida.

Di lei dicevano che fosse surrealista ma lei rispondeva: ”Pensavano che fossi surrealista, ma non lo ero. Non ho mai dipinto sogni. Ho dipinto la mia vita”. Altrettanto importante è la sua Messicanità, il suo essere fiera delle sue origini e delle tradizioni messicane come dimostrano pienamente i suoi quadri ed il suo abbigliamento: persino il giorno del suo matrimonio (famosissimo è il ritratto Diego y Frida) non smise di indossare gli abiti tradizionali delle donne dell’istmo tehuantepec, di adornarsi con grandi gioielli ed acconciare vistosamente i capelli con nastri e fiori propri della tradizione tehuana. In ogni suo quadro c’è il suo Messico che lei descrive con orgoglio come se fosse parte integrante del suo Io rifacendosi sempre a quella tradizione popolare che spesso si tende a schiacciare e dimenticare; ed è proprio il suo orgogliosamente essere messicana che ben avvicina il popolo messicano a mio vedere a quello siciliano rispecchiando in esso il nostro orgogliosamente essere siciliani, anche noi come i messicani siamo un popolo che duramente ha subito il dominio di altri popoli, un popolo che con forza ha lottato per mantenere vive tradizioni che si volevano dimenticate ma che in realtà ci identificano e rappresentano verso gli altri.

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