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Sicilia, polemica sulle elezioni amministrative

Giovanni Ardizzone. Foto Internet

In Sicilia le elezioni amministrative e le provinciali si terranno domenica 21 e lunedì 22 aprile, l‘ eventuale ballottaggio il 5 e il 6 maggio successivo.  Ma è subito scattata la polemica: il Presidente Crocetta ha sorpreso tutti con la comunicazione di queste date, decisamente anticipate rispetto alle previsioni.

“La giunta regionale ha stabilito la data di elezioni comunali e provinciali al 21 e 22 aprile prossimi” ha annunciato il capo della segreteria tecnica della Presidenza della Regione siciliana, Stefano Polizzotto“Andremo in continuità rispetto alle comunali – ha proseguito -, si voterà con l’attuale sistema”.

Ma a pochi istanti da queste dichiarazioni giunge una smentita da parte del presidente dell’Ars, Giovanni Ardizzone: “Apprendo dalla stampa che sarebbero state fissate le elezioni amministrative per il 21 aprile. Credo si tratti di un errore, avendo il Governo regionale chiesto 4 mesi di esercizio provvisorio che scadranno proprio il 30 aprile”.

Secondo Ardizzone, “le elezioni amministrative coinciderebbero proprio con il periodo di maggiore impegno del governo e dell’aula”.

Il voto dei siciliani non soltanto anticipa di un mese quello delle consultazioni comunali e circoscrizionali nel resto del Paese, previsto per il 26 e 27 maggio, ma sarebbe proprio a ridosso del voto sul riordino delle province. 

Le Province attualmente commissariate sono quelle di Catania, Caltanissetta, Ragusa e Trapani, ma se non dovesse passare la legge per il loro riordino si dovrebbe andare al voto in tutti e nove gli Enti.

A tal proposito Ardizzone precisa “è noto  che occorre un atto legislativo nel caso di loro proroga o di eventuale riordino. Confido nel buon senso di tutti i soggetti istituzionali coinvolti”.

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