Sicilia Plastic Free 2025: oltre 65 tonnellate di rifiuti raccolte e 14 Comuni certificati
L'isola eccelle nella lotta all'inquinamento con 4.475 volontari mobilitati e 214 iniziative ambientali

L’isola si conferma centrale nella battaglia ambientale con risultati che parlano chiaro: 214 appuntamenti dedicati alla pulizia del territorio, 4.475 volontari mobilitati e 65.365 chilogrammi di rifiuti sottratti all’ambiente. Un impegno concreto che ha attraversato tutta la regione, dalle coste alle zone interne, coinvolgendo cittadini, studenti e istituzioni locali.
Il bilancio tracciato da Fabio Pipitone, referente regionale di Plastic Free Sicilia, restituisce l’immagine di una comunità che ha trasformato la sensibilità ambientale in azione quotidiana. Le iniziative si sono moltiplicate durante tutto l’anno: 85 operazioni di pulizia, 7 raccolte mirate di mozziconi, 33 passeggiate ecologiche e 89 eventi tra incontri pubblici e attività scolastiche hanno portato la questione ambientale direttamente nelle piazze e nelle scuole dell’isola.
Dalle aule alle spiagge: 5mila studenti protagonisti del cambiamento
Particolarmente significativo il dato sulla formazione delle nuove generazioni: 5.248 studenti hanno partecipato a iniziative educative che hanno puntato a costruire una coscienza ambientale duratura. L’educazione si è affiancata all’azione concreta dei 4.066 cittadini che hanno dedicato tempo ed energie alla cura del territorio.
La collaborazione istituzionale ha prodotto risultati tangibili con 47 Protocolli d’Intesa firmati tra Plastic Free e le amministrazioni locali. Catania guida la classifica provinciale con 13 accordi, seguita da Trapani con 9 e Messina con 8. Caltanissetta e Siracusa hanno siglato un protocollo ciascuna, mentre Enna ne conta 3, Ragusa 6, Agrigento 4 e Palermo 2.
Da Cefalù a Modica: 14 Comuni certificati virtuosi
Il riconoscimento più prestigioso è arrivato per 14 Comuni che hanno ottenuto la certificazione Plastic Free: Favara nell’agrigentino, Caltanissetta nel nisseno, Belpasso e Camporotondo Etneo nel catanese, Enna nel capoluogo, Furci Siculo, Roccalumera e Santa Teresa di Riva nel messinese, Cefalù nel palermitano, Modica e Scicli nel ragusano, Avola nel siracusano, Mazara del Vallo e San Vito Lo Capo nel trapanese.
Un segnale ulteriore di attenzione arriva dalle 10 ordinanze contro il rilascio di palloncini in aria approvate da Roccalumera, Misterbianco, Favara, Avola, Modica, Cefalù, Noto, Agrigento, Scicli e Ucria. Una misura che testimonia la crescente consapevolezza dei danni causati da questi oggetti apparentemente innocui, che finiscono per inquinare mare e campagne.
I numeri siciliani si inseriscono in un quadro nazionale dove Plastic Free Onlus ha organizzato 2.081 eventi, mobilitato 53.487 volontari e raccolto 575.413 chilogrammi di rifiuti. L’associazione ha anche raggiunto un traguardo internazionale ottenendo l’accreditamento presso l’UNEP, il Programma delle Nazioni Unite per l’Ambiente, e partecipando ai negoziati per un trattato globale contro la plastica. Sul fronte scientifico, è partito il primo studio italiano sugli effetti delle nanoplastiche sul cervello umano, condotto con l’IRCCS San Raffaele di Roma e l’Università San Raffaele.
La Sicilia guarda al 2026 con l’ambizione di consolidare questi risultati e allargare la rete di Comuni virtuosi, confermando che la tutela dell’ambiente può diventare una pratica condivisa capace di unire territori diversi intorno a obiettivi comuni.
L’esperienza maturata quest’anno dimostra che quando istituzioni, associazioni e cittadini collaborano, il cambiamento non è solo possibile ma diventa realtà misurabile.



