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Sicilia, Piano giovani: ognuno spari la sua

Auspicavamo che si parlasse meno del Piano giovani così come si evince dall’intervista del presidente Crocetta, non solo per abbassare i toni (non abbiamo cambiato idea rispetto a quello che era il nostro pensiero iniziale sul progetto) utili a distogliere l’attenzione a tutte le altre problematiche che vive la nostra Regione, ma per dare possibilità agli organi inquirenti di portare a buon fine la vicenda “Flop day”.

In molti sia politici che semplici cittadini chiedevano la testa della Scilabra. Il presidente così come più volte annunciato la difenderà a “spada tratta” perché crede nell’innocenza del suo operato e la rilancia per le attività di contrasto al malaffare riconoscendola quasi come una figlia da proteggere. E’ chiaro e quasi naturale che le forze politiche anche quelle di maggioranza approfittino della situazione per chiedere parte del “bottino”.

Da un lato il movimento del Patto dei Democratici per le Riforme di Cardinale così come da nota stampa giunta alla nostra redazione chiede e propone di “incaricare l’ex parlamentare ed assessore regionale Vincenzo Culicchia di occuparsi, attraverso una proposta ed un piattaforma politica, di piano giovani, occupazione e formazione professionale, per conto del gruppo politico che sostiene il governo Crocetta”.

Un modo per dire che l’esperienza di un anziano politico possa risolvere l’annoso problema del Piano giovani rispetto all’ingenuo operato di una studentessa “assessora” che proprio per tale sua connotazione risulterebbe non idonea a un incarico così prestigioso e di responsabilità. Una “picciuttedda” senza esperienza.

Dall’altro ci aspettiamo quanto prima l’uscita degli altri sostenitori di questa maggioranza (Pd, Udc …… ) che vorranno dire la loro sull’espressione di un probabile assessore sostituto.

Non per ultimo per importanza ma per ordine discorsivo la proposta di Raciti che proprio in questi ultimi giorni annunciava la disponibilità di ingresso in giunta di un politico possibilmente capogruppo di un partito.

Crocetta continua a non preoccuparsi delle pressioni indirette che giungono alla sua presidenza evidenziando di  “non voler tornare indietro” (slogan più volte utilizzato in conferenza stampa) e che la politica essendo (forse) cosa seria debba occuparsi di altro e non di opportunità dettate dalla fame di potere e di collocazione di poltrone che facciano sentire i politici coinvolti i detentori del “giocattolino” portaconsensi, specie in un momento così drammatico dove di risposte ne arrivano veramente poche.

Il Piano Giovani continua non certo come provvedimento risolutivo ma come telenovela a puntate. 

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