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Sicilia, parificato rendiconto Regione 2013. I dettagli della relazione

“Il giudizio di Parificazione del rendiconto generale della Regione siciliana non è avvenuto sic sempliciter, non era affatto scontato”. A dichiararlo senza tanti giri di parole è il Presidente delle Sezioni riunite della Corte dei conti in sede di controllo per la Regione siciliana Maurizio Graffeo, a margine dell’udienza pubblica del giudizio di parificazione del Rendiconto generale della Regione siciliana per l’esercizio 2013, tenutasi oggi a Palermo, nella sede del Rettorato, alla presenza delle massime Autorità dell’Isola. L’udienza è stata presieduta da Graffeo, il relatore è Tommaso Brancato mentre il pubblico ministero è Diana Calaciura.

“Qualcuno sulla stampa ha dato per scontato che parificassimo il rendiconto – ha proseguito Graffeo- e che poi avremmo utilizzato la relazione per bacchettare la Regione. Così non è stato. Noi abbiamo escluso dalla regolarità 490 milioni di euro di entrate, che non è una cifra di poco conto e che il Governo e la Ragioneria generale dovranno affrontare. Nello stesso tempo abbiamo approvato una relazione che costituisce un’importante linea guida per l’Assemblea regionale siciliana e per lo stesso Governo per una migliore gestione”.

Nella relazione sul rendiconto 2013, le Sezioni riunite della Corte dei conti hanno posto l’accento sulla difficile situazione economica della Sicilia che, per il settimo anno consecutivo, continua a manifestare segnali di contrazione dell’attività di produzione in tutti i settori. Vi è stata un’ulteriore flessione del Pil, pari al 2,5%.

“In termini reali- si legge nella relazione- negli ultimi sei anni, gli effetti della crisi hanno generato una perdita di oltre il 14% del prodotto interno lordo, sensibilmente superiore a quella rilevata a livello nazionale (-8%)”. Nessun segnale di ripresa dell’economia regionale “ed i timidi avvisi di una ricrescita, che alla fine del 2013 si sono manifestati in altri ambiti del territorio nazionale non sono stati percepiti dall’economia della Regione”.

I magistrati contabili hanno scartato dalla parificazione solo quattro capitoli del documento di parifica: tre riguardano entrate per complessivi 490 milioni di euro (come sottolineato da Graffeo), uno interessa invece la spesa, per altri 120 milioni di euro. A questo punto necessa est il passaggio in giunta, al quale seguirà il voto dell’Aula, per recuperare queste risorse. La Corte dei conti ha ammonito il governo Crocetta per il disavanzo accertato, in aumento rispetto alla manovra 2012, di 219 milioni di euro a valere sui residui attivi, e lanciato l’allarme sulla cancellazione di dieci miliardi di crediti entro il 2015.

Certificato inoltre il minor disavanzo di gestione per 463 milioni di euro che potranno essere utilizzati, metà nell’esercizio 2014 e l’altra parte nel 2015, salvando così la manovra ter in discussione in questi giorni nelle commissioni di merito dell’Ars. Nel corso della relazione sul rendiconto per l’esercizio finanziario 2013, la Corte dei Conti ha rimproverato quindi più volte la Regione sottolineando “l’imprescindibile esigenza che, a tutti i livelli di governo e da parte di tutti i soggetti istituzionali e burocratici, si abbandoni prontamente la fase meramente programmatoria e riflessiva per passare a quella dei concreti interventi e delle fattive realizzazioni”.

Rispettato il Patto di stabilità interno?

“I dati emersi dall’analisi del rendiconto generale  hanno evidenziato il rispetto degli obblighi derivanti dal Patto di stabilità, come fissati nell’intesa col ministero dell’Economia”, leggiamo ancora nella relazione. Il risultato conseguito dalla Regione nel 2013 si attesta su livelli inferiori rispetto a quelli dell’obiettivo concordato con l’Ue (5.643 milioni di euro a fronte di 5.965 previsti). Tuttavia, “il rispetto del patto – come evidenzia Gaetano Armao, professore di Contabilità pubblica all’Università di Palermo- è il risultato di un accordo tra Regione e ministero dell’Economia, con il quale la Regione ha dovuto di rinunciare a tutti i ricorsi pendenti in Corte costituzionale ed ai benefici finanziari dei ricorsi già vinti. Crocetta – conclude Armao- ha svenduto l’autonomia per coprire la sua incapacità amministrativa”.

Sanità

La spesa sanitaria del 2013, che rappresenta il 54.66% della complessiva spesa regionale impegnata, è stata di 8 miliardi 893 milioni con una contrazione di 495 milioni, rispetto al 2012. Ma una parte rilevante di questa spesa riguarda il personale, che è aumentato di 1.729 unità (50.129 ) rispetto all’anno passato (48.400).

Ancora, la spesa per la gestione del Servizio del 118, gestito dalla Seus. – è stata di  114 milioni di euro. Il numero degli autisti/soccorritori impegnati è stato di 3.029 soggetti, mentre il numero dei mezzi è di 251 ambulanze e 10 automediche. Il numero dei consulenti  è stato di 1376 unità. Un dato positivo riguarda la spesa per la mobilità passiva extra regionale, riferita all’anno 2012 (che è il dato più recente che ha potuto fornire l’assessorato alla Salute), che è diminuita rispetto al 2011. Anche l’introito per la mobilità attiva riferita anch’essa al 2012 risulta in aumento. Il saldo rimane comunque negativo. La spesa farmaceutica è diminuita ed ammonta complessivamente a 1.454 milioni di euro.

PERSONALE DIPENDENTE

Il numero è ancora di tutto rispetto: 20.103 unità. La Corte dei conti ha riscontrato una leggera diminuzione dei dipendenti regionali (compresi i dirigenti), che oggi sono 17.538, mentre nel 2012 erano 17.700, 162 unità in meno. Ma a questi bisogna aggiungere i soggetti ai quali è stato esternalizzato un servizio e il personale utilizzato ad altro titolo (Rsais, Eas, Esa.); si arriva quindi a 20.103 unità.

Il rapporto tra dirigenti e restante personale regionale è rimasto uguale rispetto al 2012 ed è pari a un dirigente ogni 8.5 dipendenti.

Nel corso del 2013 la spesa per il personale, in termini di impegni, è stata di circa 955 milioni di euro, con una lieve diminuzione di 26 milioni rispetto al 2012. Il totale dei pensionati regionali al 31 dicembre 2013 era di 16.249 unità. Nel corso del 2013 il Fondo Pensioni Sicilia ha liquidato 180 nuove pensioni.

La spesa per i trattamenti pensionistici si è attestata a 641 milioni di euro, con una diminuzione di quasi 15 milioni di euro rispetto all’anno precedente. A questo proposito, la Corte dei Conti osserva che “la Regione siciliana, da  tanti anni, non espleta concorsi pubblici di reclutamento di personale. Da tale circostanza però non è conseguita una diminuzione del personale regionale, che anzi, è andato aumentando di numero. Le ordinarie procedure concorsuali sono state sostituite da complessi percorsi  di stabilizzazione – a vario titolo – di personale precario”.

Marina Pupella

In merito alla relazione di oggi la redazione de IlModeratore ha ricevuto da Gaetano Armao un documento (che abbiamo pubblicato integralmente – vedi foto) sull’accordo tra il Ministro dell’Economia e delle Finanze e la Regione Siciliana in materia di finanza pubblica.

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