PoliticaPrimo Piano

Sicilia, manovra ter: scontro Crocetta – grillini su Tabella H

E’ muro contro muro quello tra il presidente della Regione Rosario Crocetta e i deputati del Movimento 5 stelle dell’Ars sulla famigerata ex tabella H. L’oggetto del contendere riguarda in particolare l’articolo 28 della manovra-ter, che prevede una serie di finanziamenti a leggi di spesa, compresi i contributi ad enti e associazioni.

Un elenco di nomi che il governo ha inserito nel testo della Finanziaria. E che, però, nei giorni scorsi si è arricchito di un centinaio di emendamenti. Richieste di modifica avanzate dai deputati, con le quali si proverà a inserire tra i destinatari dei contributi anche altri soggetti. Da istituti e fondazioni storiche a finanziamenti per le voci più disparate.

Crocetta blinda la proposta governativa, argomentando che: “Abbiamo proceduto in un altro modo rispetto al passato. Sono stati individuati enti o soggetti giuridici meritevoli del sostegno della Regione: penso ad associazioni antiracket, al Centro Pio La Torre ma se tutto questo deve aprire un dibattito che porta ogni deputato a presentare un emendamento per finanziare un ente, allora è meglio stringere”.

La risposta dei grillini non si fa attendere e in una nota di fuoco stigmatizzano le scelte dell’esecutivo, definendo “pessima” la nuova Finanziaria, che come l’araba fenice fa “risorgere la Tabella H e quegli ‘enti mangiasoldi da sopprimere’ che diventano improvvisamente meritori e tornano a battere cassa da mamma Regione. Una manovra senza prospettive di sviluppo di un governo senza idee– incalzano i cinquestelle- che pretende di legiferare senza avere nemmeno i dati su cui opera, come nel caso delle pensioni d’oro. E arriva pure in ritardo, vedi ad esempio il luglio trapanese “.

Non si ferma qui, la filippica dei deputati che, nel sottolineare la scarsità di risorse della Regione “e’ vero, soldi a disposizione ce n’erano pochi”, puntano il dito contro il governo, “che ha fatto di tutto per indirizzarli nella direzione sbagliata. La tabella H è una di queste. Crocetta può dire quello che vuole, ma se si finanziano enti che non hanno una legge istitutiva, come nel caso delle facoltà teologiche di Palermo Messina e Catania o dell’Ente luglio musicale trapanese (arrivando in questo caso perfino fuori tempo) non si può che parlare della resurrezione della tabella, anche se ora indossa il vestito dell’articolo 28.

Evidentemente Crocetta, a dispetto di quello che dice– aggiungono- non riesce a smarcarsi dalle pressioni di quella che lui stesso ha chiamato casta ed è costretto a concedere qualcosa per portar a casa la Finanziaria.”

E i colpi bassi potrebbero non finire qua. I deputati M5S temono che nuovi assalti al carrettino (non si può parlare di diligenza, considerati i magri fondi a disposizione) potranno arrivare in aula. “Non vorremmo – affermano – che le somme che dovrebbero finanziare le imprese diventino il tesoretto da cui attingere per accontentare le richieste dei vari deputati. Vedremo in aula, e speriamo fortemente di sbagliarci”.

Insomma, una Finanziaria bocciata nella sostanza, ma anche nella forma. A sottolineare la necessita di regolamentare il capitolo dell’assegnazione dei contributi è Mariella Maggio Pd, per la quale “la soluzione dei bandi adottata nella precedente manovra rimane uno strumento utile, nell’ attesa che si varino le leggi di settore per regolamentare anche l’erogazione dei contributi. Si definirebbero, così, i criteri e si metterebbe fine ad un deprecabile mercato delle vacche.

In V Commissione – prosegue la Maggio- avevo condiviso un emendamento con tutti i componenti della stessa, il quale proponeva l’utilizzo del bando, proprio perché era prevedibile quanto si è poi puntualmente verificato sull’articolo 28. Ma, occorre sottolineare ancora una volta, che se fossero state approvate le leggi per la regolamentazione dei contributi (un mio disegno di legge su Enti, Associazioni e Fondazioni culturali giace in Parlamento da circa un anno), non si sarebbe ripiombati nel “girone infernale” di una rinata Tabella H. Peraltro, non è più possibile utilizzare la stessa fonte di finanziamento che, di fronte a soggetti che operano nel sociale, determina gioco forza scelte che penalizzano la cultura o le attività sportive. Siamo ad un bivio tra il tracollo e l’inversione di tendenza. In questa Finanziaria sono comunque presenti degli accenni, anche se timidi, di una volontà di ridurre costi e determinare un cambio di passo volto all’abbandono di vecchie pratiche, per affermare scelte utili alla Sicilia ed ai siciliani: tra queste la valorizzazione della cultura che, facendo leva sul nostro grande patrimonio, non può essere seconda a nessuna”.

Articoli Correlati

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.

Back to top button