MedMaquis: la sfida verde tra Sicilia e Malta per salvare la macchia mediterranea
Il progetto cofinanziato dall’UE unisce azioni e educazione ambientale per rafforzare la biodiversità
Sicilia e Malta uniscono le forze per tutelare la macchia mediterranea. È stato presentato MedMaquis, il progetto cofinanziato dall’Unione Europea nell’ambito del Programma Interreg VI-A Italia-Malta, con l’obiettivo di sviluppare strategie condivise per affrontare incendi, specie invasive, cambiamenti climatici e degrado degli habitat. Il progetto prevede anche attività di sensibilizzazione ambientale rivolte a cittadini e scuole, per promuovere una cultura della sostenibilità.
Cooperazione transfrontaliera per la biodiversità
MedMaquis interviene sulle aree naturali con eradicazione di piante aliene, piantumazione di specie autoctone e installazione di segnaletica antincendio. Il progetto integra tecnologie innovative come IAS App, droni e Groasis Waterboxx, e promuove un programma educativo scolastico integrato per un approccio completo alla tutela dell’ambiente.
Le aree coinvolte tra Sicilia e Malta
In Sicilia, le azioni interessano Bosco Santo Pietro a Caltagirone, la Riserva Vallone Piano della Corte ad Agira, il Complesso Immacolatelle Micio Conti a San Gregorio di Catania e la Riserva Naturale Orientata Isola delle Femmine, vicino Palermo. A Malta, i siti coinvolti sono Buskett, Pembroke e Xrobb l-Għaġin.
Il Comitato di Pilotaggio, organo di governance del progetto, si è costituito ufficialmente lo scorso 1° settembre a Caltagirone, garantendo il coordinamento e la replicabilità delle azioni anche in altri contesti mediterranei.
Leadership e partecipanti
Il progetto è guidato dalla Fondazione AVSI ETS e realizzato in collaborazione con Associazione Il Ramarro di Caltagirone, Università degli Studi di Palermo (Dipartimento di Scienze Agrarie, Alimentari e Forestali), Nature Trust – FEE Malta e l’ente governativo Ambjent Malta, insieme a altre realtà istituzionali come Comune di Caltagirone, Assocea Messina, Università di Catania, LIPU, Comitato dei Promotori della Carta dei Comuni Custodi della Macchia Mediterranea, University of Malta e Civil Protection Department Malta.
Tra i partecipanti al lancio del progetto erano presenti: il presidente del Ramarro Renato Carella, i docenti dell’Università di Palermo Tommaso La Mantia ed Emilio Badalamenti, i responsabili del progetto per Nature Trust – FEE Malta Johann Gatt e Marvic Refalo, e i funzionari di Ambjent Malta Alexander Borg Galea e Ryan Cilia. Per i saluti istituzionali erano presenti il sindaco di Caltagirone Fabio Roccuzzo e l’assessora comunale alla Transizione ecologica Lara Lodato.
Secondo Veronica Dal Moro e Costantino Laureanti, referente e project manager della Fondazione AVSI, il progetto mira a rafforzare la protezione della natura e della biodiversità, aumentando la resilienza ecologica dell’area transfrontaliera Italia-Malta e combinando conservazione, prevenzione e sensibilizzazione ambientale per garantire un futuro sostenibile agli habitat mediterranei.






