Economia & Lavoro

Sicilia, imprenditori disperati. Caputo: “Regione non sfugga proprie responsabilità”

Salvino Caputo, foto internet

“C’è chi si ricorda che la piccola e media impresa siciliana è quasi alla disperazione globale quando accadono fatti estremi come quello rappresentato dal suicidio dell’albergatore di Lipari. Da anni, invece, noi chiediamo che la politica faccia i giusti passi nella direzione del risanamento dell’economia” lo dice il vicepresidente della Terza commissione, Salvino Caputo, che ricorda “per esempio, l’immobilismo dell’Irfis – l’istituto che dovrebbe correre al capezzale della Pmi siciliana ormai ridotta alla bombola d’ossigeno”.

“E non dimentichiamo, per questo – riprende Caputo – che lo stato di sofferenza riguarda ormai ogni categoria, fino alle semplici famiglie che, giorno per giorno, rischiano di scendere sotto la cosiddetta soglia di indigenza. Aiutare la piccola e media impresa, quindi, con politiche mirate al risanamento dei settori che sono la spina dorsale dell’Isola, investendo impegno e fondi in agricoltura e cultura, nel mondo dell’artigianato e in quello essenziale e da sempre portante dell’economia siciliana, cioè il Turismo”.

Per questo, Caputo chiede ai presidenti della commissione Territorio con delega al Turismo, Giampiero Trizzino, e di quella alle Attività produttive, Bruno Marziano, una seduta congiunta con invito al nuovo assessore al Turismo, non appena questo sarà nominato: “praticamente una task force già disponibile – conclude – e in grado di affrontare i problemi e le tematiche legate al sistema ricettivo siciliano e rilanciarlo così da riportarlo nel suo naturale ruolo di volano economico di ogni altro settore della nostra regione”.

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