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Sicilia, il Ciapi e la torbida gestione dei fondi

Crocetta. Foto Internet

Crocetta lunedì presenterà al presidente dell’Ars la richiesta per la trattazione urgente di un disegno di legge, finalizzato allo scioglimento immediato del Ciapi.

“E’ da mesi che ho messo sotto osservazione il Ciapi – ha dichiarato Crocetta – nominando anche un Commissario per analizzare la situazione in cui si trova. La questione è chiara e credo sia arrivato il momento di accelerare la via di fuga da enti e partecipate che hanno dimostrato solo di produrre debiti, devastando il bilancio della Regione Siciliana”.

Le prime intuizioni sulla gestione fallimentare del Ciapi le avevano avute gli ispettori comunitari. L’ufficio per la lotta antifrode dell’Unione europea (Olaf) aveva individuato spese poco chiare e a volte ingiustificate. È partita l’inchiesta poi approdata alla Procura della Repubblica fino alle operazioni del nucleo di polizia tributaria che ha denunciato 40 persone tra amministratori e funzionari dell’ente di Formazione e dodici politici per finanziamento illecito ai partiti.

Pare, infatti, che il Ciapi, attraverso società che si occupano di formazione e comunicazione, avrebbe fatto avere forti somme di denaro a politici che avevano avuto a che fare con l’ente e che in qualche modo avevano determinato le sue sorti.

I dodici raggiunti dalle denunce sono: Luigi Gentile, Carmelo Incardona, Francesco Scoma, Santi Formica, Lino Leanza , Francesco Cascio, Gaspare Vitrano, Salvino Caputo, Nino Dina, Gerlando Inzerillo, Salvo Alotta e Domenico Di Carlo.

L’illecito gioco avrebbe ruotato attorno al project manager Fausto Giacchetto, che era stato anche consulente per la comunicazione del Ciapi. Secondo la Finanza, Giacchetto avrebbe gestito i fondi di formazione e avrebbe deciso le assunzioni dell’ente. Si parla anche di spazi pubblicitari che un ristoratore avrebbe comprato e rivenduto a cifre di gran lunga più elevate all’ente di Formazione.

Al Ciapi l’anno scorso la Regione ha revocato l’accreditamento, proprio a seguito delle anomalie riscontrate dall’Olaf. Fra gli anomali progetti del Ciapi si punta il dito contro “Futuro semplice”, 70 milioni di euro di fondi comunitari destinati alla “realizzazione di un progetto integrato per lo sviluppo del sistema regionale di orientamento nel primo ciclo di istruzione e formazione”. Il bando dell’Agenzia per l’Impiego e del dipartimento Formazione, risalente all’agosto 2009, aveva visto la presentazione di una sola offerta, appunto il Ciapi, capofila di un’Ati con altri dieci enti. La cifra, però, non fu ritenuta congrua dalla Corte dei Conti che nel 2010 bloccò l’assegnazione dei fondi e l’intera progettazione.

Si attendono gli sviluppi di un’inchiesta che potrebbe coinvolgere sfere ampie e alte della formazione e della politica.

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