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Sicilia, Gibellina e Orestiadi sepolti una seconda volta dalle macerie dell’indifferenza della Regione

Vogliono portare avanti il processo virtuoso di rinascita culturale e materiale avviato nel ’68 da Ludovico Corrao, già sindaco di Gibellina e senatore della Repubblica, all’indomani del terremoto che ridusse in macerie la cittadina del trapanese.

Con questo spirito, il sindaco di Gibellina, Rosario Fontana e il direttore regionale di Legambiente Sicilia, Gianfranco Zanna, hanno presentato oggi ai giornalisti convocati nella Sala Rossa di Palazzo dei Normanni “Gibellina arte contemporanea”, un ricco volume sulle opere d’arte e di architettura contemporanea presenti nella città belicina, curato da Bruno Corà, presidente della Fondazione Burri di Città di Castello.

Il testo non è semplicemente un catalogo che raccoglie e raffigura lo straordinario patrimonio culturale voluto da Ludovico Corrao per la città rinata sotto il segno della cultura, ma è soprattutto un racconto su come queste opere siano state volute e realizzate e su come abbiano coinvolto la gente del Belìce, a cominciare dalla realizzazione del grande cretto di Alberto Burri. Che, come un bianco sudario, ricopre le rovine dell’antica Gibellina distrutta dal cataclisma del 1968.

All’incontro con la stampa erano presenti anche Tiziano Sarteanesi della Fondazione Burri, Enzo Fiammetta, direttore del Museo delle Trame Mediterranee della Fondazione Orestiadi e Claudio Collovà, direttore artistico delle Orestiadi. Illustri assenti, oltre al padrone di casa, il presidente Giovanni Ardizzone impegnato a Roma in un vertice fra i presidenti dei Consigli regionali, anche gli assessori regionali al Turismo, Michela Stancheris e ai Beni culturali, Pina Furnari che, malgrado l’invito, hanno disertato l’incontro.

“Chiaro segnale dell’interesse delle istituzioni regionali verso la cultura e la sua promozione – ha stigmatizzato Zanna-. Sabato scorso abbiamo promosso come Legambiente, insieme alla Fondazione Orestiadi, una marcia in favore della cultura per lanciare un grido d’allarme forte, che ripeteremo nelle prossime settimane, perché il patrimonio culturale viene continuamente mortificato in Sicilia con numerosi tagli. La Fondazione Orestiadi ha una seria possibilità di chiudere dopo anni ed anni di attività, dopo aver realizzato uno dei musei più belli del Mediterraneo e del mondo, il Museo delle Trame Mediterranee che vanta una produzione culturale, concentrata soprattutto nelle Orestiadi e che la Regione siciliana ha deciso di far morire, azzerando il capitolo del sostegno che dava alla Fondazione”.

Non a caso, proprio qualche giorno addietro l’assessore Stancheris aveva dato un annuncio che lasciava ben poche speranze agli operatori del settore «In cassa non ho un solo euro, l’estate 2014 in Sicilia non esiste. La possiamo ritenere cancellata». Un colpo di spugna non solo per la Fondazione Orestiadi, ma per tutte le manifestazioni di richiamo della Sicilia per questa estate. Singolare è il fatto che Stancheris si sia accorta solo ad elezioni avvenute che le casse del suo assessorato fossero vuote.

“Abbiamo scelto questa storica sede– ha detto il sindaco Fontana- perché vogliamo sensibilizzare il Parlamento ed il Governo regionali affinchè non abbandonino al proprio destino la cultura in Sicilia. La nostra fondazione viene spesso definita da chi la abita e vi risiede come isola felice di un’isola più grande, che considera il teatro e l’arte come funzione indispensabile di democrazia e di fondazione di valori sociali. Dall’evento tragico del terremoto e dalla costruzione di una nuova città si avviò anche la costruzione delle Orestiadi.

Un cammino– prosegue- che rischia di essere interrotto bruscamente, nonostante gli immani sforzi delle persone che vi operano. Proprio nell’anno in cui ci si appresta a celebrare il centenario della nascita di Alberto Burri, con il completamento del cretto e il suo restauro, questa esperienza innovativa, questa città rischiano di essere sepolte una seconda volta dalle macerie dell’indifferenza”.

Il Comune di Gibellina regalerà una copia a tutti e novanta i deputati dell’Assemblea regionale siciliana.

Marina Pupella

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