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Sicilia, gestione rifiuti. Idv: “Evidenti e palesi illegalità”

Il “Piano Regionale per la gestione dei rifiuti in Sicilia”, che prevede  l’allestimento di 23 impianti per lo smaltimento dei rifiuti è stato approvato con il Decreto dell’11 luglio 2012, dal Ministero per l’Ambiente e la Tutela del Territorio e del Mare (MATTM) . Nessuno di questi impianti è indicato nel suddetto Piano come “interferente” in alcun modo con siti appartenenti alla Rete Natura 2000 o aree protette di qualunque genere.

Il decreto di approvazione ha prescritto anche che venga effettuata la Valutazione Ambientale prevista dalla Direttiva 42/2001/CE (indicata come Valutazione Ambientale Strategica, VAS, nella normativa italiana). Da un raffronto del Piano con la Valutazione Ambientale Strategica, avviata dalla Regione Sicilia il 30 dicembre 2013, emerge invece che ben 8 impianti su 23 avrebbero interferenze dirette o indirette con aree protette, siano esse Siti di Importanza Comunitaria (SIC), Zone di Protezione Speciale (ZPS), Important Bird Areas (IBA), Riserve Naturali o Parchi.

Per la precisione, di 8 impianti, 3 ricadono nella ZPS/IBA dove è collocata la discarica di Bellolampo (Palermo) con già gravi problemi anche e soprattutto sanitari; uno ricade in ZPS, sotto vecchia discarica mai bonificata, senza Valutazione di Incidenza ma semplice screening (Pace, Messina); uno ricade in IBA che diventerà a breve ZPS (Timpazzo, Gela) e Valutazione di Incidenza difforme da quanto richiesto dall’Allegato G della Direttiva 92/43/CE e norme italiane di recepimento; uno interferisce con IBA, ZPS, SIC e Parco (Castelbuono, Palermo); uno interferisce con una Riserva e IBA (Sciacca, Agrigento); l’ultimo, l’ impianto di compostaggio a Messina, in ZPS, non viene previsto di essere sottoposto a Valutazione di Incidenza.

Di questi, ben 2 (Messina, Gela) sono andati a gara, con fondi comunitari, lo stesso giorno dell’avvio della procedura preliminare di VAS,  in violazione anche delle norme di tutela dello Stato Italiano. Presumiamo che il Ministero dell’Ambiente abbia approvato il Piano, perché non era stato informato che vi erano tali interferenze, rivelate solo a procedura preliminare VAS avviata contemporaneamente alle gare per la realizzazione degli impianti in contrasto con le norme vigenti.

Su questo tema il parlamentare europeo Uggias di Italia dei Valori ha presentato una interrogazione. Nino Alessi (vicesegretario regionale) e Salvatore Mammola (coordinatore di Messina) dichiarano che: “Questa vicenda merita una particolare attenzione perché descrive in maniera inequivoca che nel campo della raccolta e della gestione dei rifiuti in Sicilia vi sono evidenti e palesi illegalità che vanno immediatamente fermate. Speriamo che gli organi amministrativi, ai diversi livelli, intervengano per ripristinare il rispetto delle leggi e delle normative”.

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