Economia e Lavoro

Sicilia, forestali. “Basta criminalizzazioni, serve una riforma radicale”

Foto internet

Il governatore Crocetta non criminalizzi i lavoratori forestali come ha fatto in questi mesi con gli operatori della formazione professionale”. Così la Cisl, nel giorno in cui all’Ars è in discussione la manovra di bilancio e delegazioni di operai forestali sono arrivati dalle nove province dell’Isola per un sit-in di protesta davanti a Palazzo dei Normanni.

Per la Fai Cisl, la federazione cislina dell’agroalimentare, “il settore ha bisogno di una riforma complessiva e la Cisl lo ha detto a più riprese in questi anni, pure in occasione del convegno regionale del 9 dicembre scorso”. Ma il governo della Regione, denuncia il sindacato, “non accoglie proposte, non realizza riforme e si ricorda dell’emergenza forestazione solo in vista del varo di Bilancio e Legge di Stabilità”.

La Fai Cisl insiste: “Il settore ha necessità di una svolta radicale e dell’archiviazione delle vecchie logiche assistenzialistiche e di ricatto clientelare. Ha bisogno di una svolta che faccia leva su una nuova programmazione dei fondi Ue; che consenta l’impiego produttivo dei lavoratori; che realizzi risparmi di risorse attraverso la ristrutturazione e riqualificazione della spesa e la cancellazione di duplicazioni e sprechi. Ancora, che assicuri la manutenzione del territorio, la prevenzione del rischio idrogeologico, la valorizzazione e tutela dei siti archeologici e delle spiagge”.

È per questo che, in occasione del convegno del 9 dicembre, la Fai ha messo nero su bianco un pacchetto di proposte: la richiesta a governo e Ars di una legge regionale di riordino in grado di fare chiarezza nel “marasma rappresentato dalle 17 tra leggi e leggine che disciplinano il settore forestale siciliano”. Ha parlato di una “cabina unica di regìa” che governi interventi e strategie riguardanti Esa, consorzi di bonifica e forestazione, “coniugandoli possibilmente con agroalimentare, zootecnia e pesca”. E ha sottolineato l’urgenza che si riportino “sotto un’unica direzione” le competenze in materia di manutenzione e antincendio, finora distribuite tra gli assessorati regionali all’Agricoltura e al Territorio.

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