Politica

Sicilia, fissate le date per il fermo pesca

In conformità con quanto sancito dal decreto del Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali, recante le modalità di attuazione per l’anno 2013 delle interruzioni temporanee della pesca, riguardanti le unità autorizzate all’utilizzo dei sistemi strascico e/o volante comprendenti i seguenti attrezzi: reti a strascico a divergenti, sfogliare rapidi, reti gemelle a divergenti, reti da traino pelagiche a divergenti, reti da traino pelagiche a coppia, è stato firmato dall’Assessore alle Risorse Agricole e Alimentari, Dario Cartabellotta, il decreto riguardante l’interruzione temporanea obbligatoria delle attività di pesca.

Il provvedimento, emanato in sintonia con I Piani di Gestione, prevede l’interruzione obbliagatoria delle attività di pesca per 30 giorni consecutivi a decorrere dal 1 ottobre fino al 30 ottobre del corrente anno per le unità di pesca  abilitate al sistema a strascico e/o volante .

Per le imbarcazioni abilitate alla pesca oltre le 20 miglia, ovvero le unità alturiere, è stata consentita un’anticipazione del periodo di interruzione al mese di agosto, è stata infatti disposta l’interruzione temporanea obbligatoria delle attività di pesca per 30 giorni consecutivi, che dovrà avere inizio nell’arco temporale compreso tra il 6 agosto e il 24 agosto del corrente anno, al fine di consentire alle imprese di pesca operanti a notevole distanza dalla costa di poter programmare il rientro in porto in modo graduale, evitando altresì il congestionamento del bacino.

È stato infine stabilito, in deroga al principio generale, un periodo di fermo differenziato per le Isole Pelagie, decorrente dal 1 al 30 settembre, derivante dalla necessità di far coincidere l’interruzione con la previsione contenuta nel Piano di Gestione Locale.

“Abbiamo voluto contemperare le esigenze tipiche della pesca  con le esigenze  economiche e sociali di molte zone della Sicilia, senza trascurare la necessità di dare tregua ai banchi di pesce e permettere loro di riprodursi e ripopolare le acque del Mediterraneo – afferma Dario Cartabellotta – garantendo in tal modo un equilibrio tra le attività di pesca e le risorse biologiche”

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