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Sicilia, ennesima fumata nera per il governo

Ennesima fumata nera per la composizione del nuovo governo della Sicilia. Il “tavolo politico” previsto ed annunciato per oggi pomeriggio dal presidente della Regione, Rosario Crocetta, attraverso una nota diffusa lo scorso venerdì agli organi di stampa, è saltato nonostante il progetto crocettiano di “chiudere rapidamente la questione del governo per dare un’accelerata ai problemi urgenti della Sicilia”.

Nulla di fatto. Il Partito democratico, guidato dal segretario regionale Fausto Raciti, si è messo di traverso disertando un incontro che, per Raciti, “non era stato convocato ufficialmente”, facendo sfumare col passare delle ore la possibilita’ di un incontro con gli alleati. Il giovane segretario del partito rifiuta l’etichetta di “tenere in ostaggio la Sicilia e Crocetta, che- riferisce all’agenzia di stampa Agi- continua a eludere le questioni vere: non si scarichino su di noi le incertezze di altri”.

In breve, quello che nei giorni scorsi il governatore aveva indicato come l’incontro che avrebbe chiuso la telenovela sul rimpasto, si e’ risolto in un nulla di fatto che continua a paralizzare Regione e Ars dove restano inchiodati testi importanti con il ddl pagamenti alle imprese e la manovra bis.

Sul vertice fantasma di oggi, arrivano le parole piccate anche del capogruppo di Articolo 4 all’Ars, Luca Sammartino: “Saltato il vertice di maggioranza? A dire il vero il mio partito non ha ricevuto alcuna comunicazione. Nessun invito. Noi siamo pronti a siglare il nuovo patto di governo che vada nell’interesse dei siciliani. Il presidente dice che i partiti non sono ancora in grado di avanzare proposte sui nomi? Noi con Crocetta non abbiamo mai parlato né di nomi, né di deleghe”.

Nel gran caos generale, c’è chi è pronto a giurare fedeltà al presidente della Regione. E’ il caso dei rappresentanti della Federazione moderati Sicilia (un menage di deputati eletti 16 mesi fa in altri schieramenti: Cimino, Venturino e Gianni che si sono avvicinati al gruppo dei Drs), che attraverso un comunicato dichiarano: “Intanto che i partiti discutono ponendo veti e rivendicando poltrone, la Sicilia rischia di sprofondare in una crisi che non si può permettere. La rivoluzione del presidente Crocetta non può essere vanificata da discussioni interminabili e da vecchi vizi e incapacità dei partiti a preoccuparsi del bene comune. Per queste ragioni, nella consapevolezza della gravità del momento, la federazione dei moderati per la Sicilia che responsabilmente raccorda in un unico sforzo esperienze e sensibilità importanti, ha deciso di affidare pienamente e con assoluta fiducia al presidente Crocetta,come impone del resto il mandato parlamentare della elezione diretta e nello spirito della legge, la scelta della personalità che dovrà far parte del governo della regione e che rappresenterà l’intero gruppo”. Quindi, l’atto di fiducia: “Si tratta di un atto di fiducia incondizionato che affida al presidente della Regione la decisione su chi dovrà collaborarlo nel proseguo delle radicali riforme avviate dal suo governo”.

A spingere per la formazione del nuovo esecutivo è anche la Cisl Sicilia di Maurizio Bernava che, con un tweet-appello”, invita il presidente Crocetta “a chiudere l’infinita giostra del rimpasto. Una vergogna di fronte a una Sicilia che affonda tra debiti ed emergenza economica e sociale. Il presidente – prosegue- trovi coraggio, la Sicilia non può essere bloccata da logiche e interessi di partito e di correnti di partito”. Per la Cisl, bisogna “fare in fretta ciò che non è stato fatto nell’ultimo anno e mezzo”. Crocetta non si faccia ingabbiare, “metta finalmente in cantiere una strategia anticrisi per la crescita e il lavoro condivisa da Parlamento, enti locali, forze del lavoro e delle imprese. Dia corso a programmi e azioni anticrisi, per lo sviluppo produttivo, per il risanamento e la ristrutturazione della spesa. Per una programmazione dei fondi Ue – sottolinea il segretario – che punti alla crescita, agli investimenti produttivi. Alla creazione di lavoro duraturo”.

Una situazione di stallo che non piace a nessuno, neanche a Crocetta. Che, dal canto suo, contrattacca non risparmiando critiche soprattutto al suo partito: “Il Pd non ha ancora una rosa di nomi da propormi. È questa la verità. Forse si è troppo presi dalla vicenda delle Europee o dai veti incrociati delle correnti. Stanno facendo le barricate. Ma la Sicilia non comprende più questi giochi. Ci sono troppi siciliani che aspettano risposte da noi, dai forestali ai dipendenti delle partecipate a quelli dei teatri. Non possiamo discutere all’infinito”.

Poi, a tenere banco per diversi giorni era stata la proposta di Ingroia ad assessore all’Energia, nomina che ha ricevuto una bocciatura quasi unanime dei partiti che reggono la maggioranza e sulla quale è intervenuto Crocetta: “Sul nome di Ingroia – sottolinea il governatore – è montata una polemica esagerata. Io non l’ho mai proposto come assessore. Mi è stato solo chiesto se è in sintonia con l’azione del governo e non posso negare che Ingroia sia perfettamente in linea col programma e con le idee del presidente”.

E sulla questione è tornato anche Raciti: “La vicenda Ingroia ci ha certamente preoccupato – dice – e non certo per questioni di natura personale, bensì per ragionamenti politici. Il presidente ha fatto marcia indietro? Bene così”.

Intanto, per domani e’ convocata la direzione regionale del Pd e in quella sede si discuterà di rimpasto e nomine assessori.

Marina Pupella

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