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Sicilia E-Servizi : Crocetta e Ingroia prosciolti

La Procura della Corte dei conti non poteva indagare su Sicilia e-Servizi in quanto società per azioni e non pubblica. È quanto stabilito dai giudici contabili che per difetto di giurisdizione dunque chiudono con un proscioglimento l’indagine a carico del governatore Rosario Crocetta, dell’ex commissario e ora amministratore Antonio Ingroia e di alcuni ex assessori, tutti chiamati in causa per la vicenda relativa alle assunzioni di personale. Coinvolti anche Antonino Bartolotta, Esterina Bonafede, Dario Cartabellotta, Nelli Scilabra, Michela Stancheris, Patrizia Valenti, l’avvocato dello Stato Giuseppe Dell’Aira, l’ex ragioniere generale Mariano Pisciotta, Rossana Signorino, dirigente del servizio partecipate. Insieme a Crocetta e Ingroia erano stati citati in giudizio dalla Procura contabile per danno erariale nei confronti della Regione per circa un milione di euro, più gli incrementi retributivi a maturare con il pagamento dei corrispettivi, oltre la rivalutazione monetaria e gli interessi legali.

A far scattare le indagini la procedura dassunzione di 74 dipendenti ex Sisev, transitati alla società regionale di informatizzazione. La sentenza è stata pronunciata dalla sezione giurisdizionale della Corte dei Conti, presieduta da Luciana Savagnone.

“Le accuse erano ingiuste”, scrive su Facebook  Crocetta. “Un’indagine senza giurisdizione – sottolinea Ingroia – significa una indagine senza nè capo nè coda, insomma campata in aria. La sentenza della Corte dei Conti non mi sorprende”.  “Dal primo giorno ho detto che ero con la coscienza a posto – afferma Ingroia – Anzi, abbiamo fatto mezzo miracolo salvando il servizio informatico con l’unico strumento che avevamo a disposizione, in un mese non si poteva fare che quello. Rimane l’amarezza per un’indagine che per oltre un anno ha consentito a una parte politica ben individuabile, ad alcuni organi di informazione e a certi interessi il cui scopo era quello di spazzare via l’opera di pulizia che avevamo avviato, di attaccarmi. Finalmente questa sentenza mi restituisce giustizia”.

 

 

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