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Da Torino a Palermo, Francesco Panasci presenta “Sicilia è fimmina”: un viaggio tra parola e arte

Un viaggio narrativo che fa tappa il 14 maggio al Salone Internazionale del Libro e prosegue il 15 a Palermo con una mostra di opere originali

CULTURA E IDENTITÀ

C’è una terra che si muove sottotraccia, che non cerca i riflettori delle cronache e che sfugge alle semplificazioni dei manuali scolastici. Questa dimensione, fatta di gesti quotidiani e di una forza costante, trova voce nell’ultimo lavoro di Francesco Panasci, intitolato “Sicilia è fimmina”, edito da Panastudio. L’opera non si presenta come un semplice archivio di nomi celebri, ma come una lente d’ingrandimento su quelle figure femminili che hanno saputo trasformare il limite in linguaggio, agendo nell’ombra per incidere profondamente nel tessuto sociale e culturale dell’Isola.

L’anima della Sicilia

Francesco Panasci con Io sono EnergiaIl volume rifiuta la struttura rigida della biografia illustre per farsi traversata nella memoria collettiva. Qui la Sicilia non è l’oggetto di una descrizione distaccata, ma un organismo vivo osservato attraverso le donne che l’hanno attraversata. Sono figure che spesso mancano nelle piazze o nei monumenti, ma che hanno scritto, pregato e lavorato costruendo un’identità solida. Come chiarisce il testo di presentazione dell’opera, “Sicilia è fimmina non è una storia delle donne siciliane, ma una lettura della Sicilia attraverso le donne”.

Panasci sceglie una narrazione che procede per soglie, evitando la cronologia lineare per privilegiare lo spazio della riflessione. Non ci sono modelli da idolatrare o consolazioni da offrire; il libro spinge chi legge a prendersi la responsabilità di un ascolto attivo. Le storie del passato diventano così uno strumento per interrogare con fermezza il presente, mettendo in discussione la percezione stessa della sicilianità.

Dal Salone di Torino alle mura dell’Archivio Storico

L’agenda dell’autore si fa fitta nei prossimi giorni, segnando un ponte ideale tra il nord e il cuore del Mediterraneo. Domani, giovedì 14 maggio 2026, Francesco Panasci presenterà al Salone Internazionale del Libro di Torino la sua trilogia creativa, composta da “Io sono energia”, “L’inganno rosso” e l’ultima fatica “Sicilia è fimmina”. Un momento di confronto che permette di toccare con mano un percorso che spazia dalla saggistica alla narrativa con un forte impegno civile.

Il ritorno in Sicilia è previsto per il giorno successivo, venerdì 15 maggio 2026, alle ore 16:00, in una cornice d’eccezione: l’Archivio Storico Comunale di Palermo, in via Maqueda 157. In questa occasione la parola scritta incontrerà il segno grafico, poiché l’autore esporrà una serie di opere originali capaci di prolungare visivamente la tensione del testo.

L’arte e il valore del merito nel Maggio dei Libri

L’evento palermitano non sarà soltanto un dibattito letterario, ma un’esperienza immersiva sostenuta dal contributo di ANCRI Sicilia, l’Associazione Nazionale Insigniti dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana. L’iniziativa si inserisce nel contesto del Maggio dei Libri 2026 e gode del supporto della Regione Siciliana, del Comune di Palermo e del Sistema Bibliotecario.

L’ingresso è libero per tutti coloro che intendono scoprire come l’arte e la letteratura possano fondersi per restituire dignità a quelle esistenze rimaste troppo a lungo in un cono d’ombra. Partecipare a questo incontro significa entrare in contatto con una Sicilia che resiste e che, attraverso la sensibilità di Panasci, trova finalmente il coraggio di raccontarsi senza filtri.

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