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Sicilia, Corte dei Conti obbliga gruppi Ars a restituire più di 1 mln di euro

Pesante tegola sui gruppi parlamentari dell’Assemblea regionale siciliana. La Corte dei Conti boccia i bilanci interni della maggior parte di gruppi presenti a Palazzo dei Normanni, a cui  contesta in particolare le spese per il personale.

Sotto la lente di ingrandimento della sezione di Controllo della Corte dei Conti, presieduta da Maurizio Graffeo, sono finiti il Pid-Cantiere popolare (esistente fino al 2013, che dovrà restituire 107.240 euro), l’Udc (40. 204 euro), l’Mpa (552mila euro), Grande Sud (109.246 euro), il Pdl (che secondo i magistrati contabili è quello che nel 2013 ha speso di più in spese irregolari, 656 mila euro) i Drs, il partito fondato su iniziativa di Totò Cardinale e Marco Forzese, al quale viene contestato un telegramma di 6,75 euro che non aveva finalità istituzionali ed un importo di 3.267 euro per un convegno svoltosi in un teatro di Messina. Meno onerosi, invece, gli importi addebitati al Pd, 1.848 euro, per spese di missione e noleggio attrezzature.

Tutti questi saranno obbligati a restituire una bella sommetta, pari ad un milione 542 mila euro. Si salvano dalla scure contabile il Movimento 5 stelle (che già ieri in conferenza stampa aveva annunciato la sua totale estraneità rispetto alle spese pazze) il Megafono di Crocetta, la Lista Musumeci ed il gruppo Misto.

Non era mai accaduto prima che la sezione di Controllo esaminasse i bilanci interni dei gruppi – effetto della spending review approvata lo scorso dicembre – e nel farlo ha riscontrato una certa vaghezza dei regolamenti interni, con i quali i partiti possono spendere i finanziamenti pubblici. Mancano, quindi , regole certe su buoni pasto, rimborsi per trasferte, noleggio auto e acquisto di carburante.

La Corte poi sottolinea la “mancanza di disposizioni interne sulla gestione del personale, soprattutto per la rilevazione delle presenze, delle malattie e dei congedi”.

Ancora sui dipendenti dei gruppi, la sezione di Controllo esprime dubbi in merito ai “superminimi individuali e fasce di anzianità”, riconosciuti ad alcuni degli 87 stabilizzati dai gruppi. I costi per questi ultimi e per i consulenti vari, secondo la Corte, “ha subito incrementi esponenziali, frutto di disposizioni discrezionali dei vari consigli di presidenza dell’Ars, che hanno di fatto permesso uno scostamento tra quanto sarebbe spettato ai lavoratori in base ai normali contratti e quanto più favorevolmente concesso dal Parlamento”.

Marina Pupella  

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