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Sicilia, Catania a lutto per la morte dei sei migranti

Il sindaco di Catania Enzo Bianco ha definito “un momento di lutto per la nostra città” la morte dei sei migranti sulla spiaggia della Plaia.

“Catania – ha detto – non era stata, fino adesso, meta di sbarchi e dovremo attrezzarci per affrontare anche questo tipo di emergenza, che è locale, nazionale ed europea. Senza contare che il tema della migrazione, tra accoglienza e controllo, riguarda anche il rapporto di cooperazione con gli altri Paesi del Mediterraneo”.

“L’intera giunta – ha detto ancora il Sindaco – ha lavorato fin dalle prime ore del mattino per fronteggiare la situazione e offrire soluzioni per la sistemazione e l’assistenza dei migranti, monitorando la situazione dei feriti. Personalmente, già martedì prossimo nel Palazzo degli elefanti parlerò anche di questi temi con il nuovo Prefetto di Catania, Maria Guia Federico. Ringraziamo fin d’ora la Prefettura, intervenuta con prontezza ed efficacia, coordinando il lavoro di Protezione civile, Guardia Costiera, Forze dell’Ordine, 118”.

“Deve far riflettere poi – ha aggiunto Bianco – il fatto che, mentre grandi navi da crociera giungevano nel porto facendo sbarcare oltre diecimila turisti, un centinaio di persone a bordo di un barcone cercava di approdare sulle nostre coste con la speranza di una vita migliore. Ciò significa che dobbiamo lavorare perché Catania, mutata da terra di emigrazione in terra di immigrazione, diventi sempre di più città dell’accoglienza, della condivisione, della pacifica coesistenza tra etnie e religioni. Una Catania capace di accogliere sia chi giunge per ammirare le bellezze della città, sia chi, stremato e ferito, approda qui e ha bisogno di solidarietà umana”.

Il sindaco ha proclamato una giornata di lutto cittadino per mercoledì prossimo, 14 agosto, esprimendo così il cordoglio della comunità catanese per la morte dei sei migranti annegati a pochi metri dalla costa nella zona della Plaia. Nella giornata di mercoledì le bandiere della Repubblica italiana e dell’Unione europea degli uffici pubblici saranno esposte a mezz’asta e saranno sospese tutte le manifestazioni pubbliche.

La giornata di mercoledì è stata scelta anche per avere il tempo di organizzare eventuali funerali. La procedura prevede infatti che, una volta identificate le vittime, vengano avvisati i familiari che potrebbero richiedere le salme per procedere loro, in patria, con i riti funebri. In caso contrario il Comune di Catania si farebbe carico delle funzioni, celebrate secondo i riti della religione d’appartenenza, e della sepoltura.

Il vicesindaco Marco Consoli ha seguito la vicenda per l’Amministrazione comunale, insieme con diversi assessori della Giunta, fin dal primo mattino: le prime cure ai sopravvissuti sono state prestate dalla Protezione civile comunale sulla spiaggia del Lido Verde della Plaia.

“Poi il viceprefetto Sarita Giuffré – ha spiegato Consoli – ha dato disposizione di portare gli immigrati nella sede della Capitaneria di porto, per attuare le procedure di identificazione per trasferirli nel Cara di Mineo. Come Comune ci siamo messi a disposizione per fornire una sede alternativa, la scuola Vitaliano Brancati di Librino, per ospitare coloro i quali rifiutassero di farsi identificare e dunque non potrebbero essere trasferiti”.

Grazie al coordinamento del Comune, inoltre, agli immigrati sono stati consegnati pasti caldi forniti dall’azienda ospedaliera Cannizzaro e abiti forniti da alcune associazioni di volontariato.

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