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Sicilia, appalti truccati, viaggi ed escort con i soldi pubblici. Video

L’operazione della Guardia di Finanza di Palermo che stamattina ha dato esecuzione a ordinanze di custodia cautelare nei confronti di 17 persone – di cui 12 in carcere e 5 agli arresti domiciliari – è la sintesi di due diversi filoni d’indagine nei riguardi di due sodalizi criminosi facenti entrambi capo ad un’unica regia.

La prima indagine – denominata “MALA GESTIO” – ha riguardato l’illecita percezione e gestione di un contributo pubblico di 15 milioni di euro da parte del Ciapi di Palermo, finanziato dal Fondo Sociale Europeo e finalizzato alla realizzazione del progetto Co.Or.Ap. (Consulenza, Orientamento e Apprendistato). È emerso un complesso disegno criminale che ha interessato non solo il progetto Co.Or.Ap. ma l’intera gestione delle campagne pubblicitarie affidate negli anni al Ciapi.

Figure centrali nell’ambito di tali vicende sono rappresentate dal Presidente pro tempore del Ciapi e dal responsabile della comunicazione dei diversi progetti dell’Ente, i quali, insieme ad altri soggetti e avvalendosi della collaborazione di pubblici ufficiali corrotti, hanno fraudolentemente ottenuto denaro pubblico inesistente per oltre 40 milioni di euro circa. Il tutto ricorrendo a documentazione mendace utilizzata per rendicontare alla Regione Sicilia ingenti costi fittizi per l’acquisto di beni e servizi oggetto del finanziamento pubblico.

Attraverso la sistematica corruzione di esponenti politici e dirigenti pubblici, il responsabile della comunicazione del Ciapi ha instaurato nel tempo un capillare sistema di favoritismi e scambi grazie al quale è riuscito a pilotare in favore dell’ente ingenti contributi pubblici, dai quali ha tratto illeciti profitti di vario genere, fra denaro e beni di lusso.

I reati contestati vanno dalla truffa per il conseguimento di erogazioni pubbliche, alla corruzione di pubblici ufficiali e/o incaricati di pubblico servizio, alla frode fiscale e al finanziamento illecito di partiti e di singoli esponenti politici, al riciclaggio.

La seconda indagine, denominata “SICILIA GRANDI EVENTI”, ha riguardato le procedure di aggiudicazione di gare di appalto bandite dalla Regione Sicilia nel settore degli eventi pubblici.

La Gdf ha ricostruito gli affari di un vero e proprio cartello costituito di fatto fra alcuni operatori economici in grado di condizionare l’esito delle varie procedure, attraverso una fitta rete di conoscenze e legami con funzionari pubblici e rappresentanti delle Istituzioni, alimentata da un diffuso sistema di favori, interessi e utilità di vario genere. Nell’ambito di tale sistema si colloca la figura del principale indagato, noto professionista esperto nella ideazione di campagne pubblicitarie e indiscusso punto di riferimento per una vasta platea di soggetti (imprenditori e non) per l’ottenimento di benefici e vantaggi di natura economica.

Le indagini hanno dimostrato come la struttura organizzativa con a capo il professionista sia riuscita a pilotare diverse gare pubbliche (per un valore di 7 milioni di euro) concordando a tavolino le imprese beneficiarie delle sovvenzioni. Gli accertamenti si sono incentrati su 3 appalti truccati in occasione di gare a procedura negoziata bandite dall’Assessorato al Turismo della Regione Siciliana.  I reati contestati sono corruzione, turbata libertà degli incanti e del procedimento di scelta del contraente, frode fiscale.

All’esito di entrambe le indagini sono state nel complesso denunciate 47 persone fisiche e sono state segnalate 11 persone giuridiche.

Clicca qui per guardare l’intervista al procuratore aggiunto Leonardo Agueci.

 

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