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Sicilia, Ansaldo Breda: gli operai tornano a lavoro

Il ritorno a partire da oggi a lavoro degli operai dell’Ansaldo Breda di Carini, il ritiro dunque della cassa integrazione a zero ore, che era stata avviata dall’Azienda e l’attivazione di un tavolo nazionale, entro la fine del mese di gennaio che affronti le prospettive dello stabilimento e del futuro del settore ferroviario in tutto il paese, alla presenza di Finmeccanica, della Presidenza del Consiglio e di Trenitalia. Sono le principali novità scaturite dal lungo incontro sul futuro dello stabilimento Ansaldo Breda di Carini che si è concluso stanotte al Ministero Sviluppo Economico, fra i rappresentanti sindacali di Fim Fiom Uilm provinciale e nazionale, il gruppo Finmeccanica, i sottosegretari allo Sviluppo Economico Simona Vicari e Claudio De Vincenti, l’assessore regionale Attività Produttive Vancheri e il Prefetto di Palermo.

“Abbiamo chiesto un incontro – spiega Ludovico Guercio Segretario Fim Cisl Palermo Trapani – che si terrà il 21 gennaio a Roma per Ansaldo Breda Palermo, alla presenza dell’amministratore delegato di Finmeccanica, per confermare il legame delle prospettive produttive dello stabilimento di Palermo con l’intero gruppo Ansaldo Breda, punto questo fondamentale per la trattativa che dovrà tenersi il 22 gennaio nella sede di Confindustria Roma per avviare il confronto tra i sindacati e l’Azienda, sui carichi di lavoro dello stabilimento siciliano, al fine di verificare i carichi di lavoro disponibili e definire gli strumenti da utilizzare per far fronte alla situazione”.

“E’ chiaro che per noi, e lo abbiamo ribadito, il futuro dello stabilimento di Carini deve essere discusso nell’ambito delle prospettive di tutto il gruppo”.

Guercio Segretario Fim Cisl Palermo Trapani e il Segretario Cisl Palermo Trapani Mimmo Milazzo aggiungono “riteniamo positivo lo sviluppo della delicata vertenza che si era aperta grazie al tavolo di stanotte che si è riunito anche grazie all’impegno profuso dal Sottosegretario Vicari. L’intesa non risolve definitivamente i problemi dello stabilimento del palermitano, ma avvia un confronto con il governo nazionale e il gruppo Finmeccanica, avendo escluso il pericoloso rischio che il futuro di Carini venisse marginalizzazione dalle future scelte industriali del gruppo”.

Fondamentale per il futuro del settore, è l’intervento della Regione siciliana, alla quale la Fim Cisl ha chiesto di “procedere alla definizione del Piano trasporti regionale tenendo conto che proprio nel territorio siciliano insiste lo stabilimento di Carini, in modo tale che la scelta sul materiale rotabile da utilizzare, deve diventare una opportunità industriale da sostenere concretamente”. La Fim Cisl nazionale ha dunque sottolineato l’importanza che al tavolo nazionale prenda parte anche Trenitalia.

L’azienda ha illustrato le motivazioni relative ai problemi di competitività e di efficienza del sito, tra cui il costo orario, comunicando che le opportunità di mercato, a partire dal revamping per Trenitalia, non sono acquisibili se non aggravando le perdite della società, pur facendo presente che già il sito del palermitano si è impegnato riuscendo a diminuire il costo del lavoro a 45 euro l’ora.

Guercio e Milazzo concludono “Al tavolo abbiamo ribadito la necessità che si torni immediatamente alle attività per completare le produzioni già a portafoglio ed inspiegabilmente sospese. Rifiuteremo qualsiasi proposta che porti alla chiusura dello stabilimento di Palermo, il governo nazionale e Finmeccanica devono affrontare le tematiche relative al sito e a tutto il Gruppo Ansaldo Breda”.

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