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Patto Governo-Ars per le imprese siciliane: arrivano i ristori per il caro carburante

Il piano definito a Palazzo dei Normanni. 15 milioni destinati ai camionisti, 10 alle campagne e 5 alle flotte degli armatori isolani.

POLITICA E ECONOMIA REGIONALE

La Sicilia prova a blindare il proprio tessuto produttivo di fronte alle turbolenze dei mercati internazionali. Questa mattina, nelle sale di Palazzo dei Normanni, il presidente della Regione Renato Schifani e il vertice dell’Ars Gaetano Galvagno hanno presentato un emendamento cruciale per dare ossigeno a chi muove l’economia dell’isola. La misura prevede contributi a fondo perduto destinati a compensare l’impennata dei prezzi del gasolio e della benzina registrata tra il 1° marzo e il 31 dicembre 2026, un periodo segnato profondamente dalle tensioni in Medio Oriente.

Un patto per il lavoro siciliano

L’iniziativa legislativa nasce da un dialogo serrato con una delegazione di armatori e rappresentanti di categoria. Il provvedimento mobilita risorse regionali all’interno della cornice normativa sugli aiuti di Stato della Commissione Europea. Nello specifico, la dotazione di 30 milioni di euro vede una ripartizione mirata: 15 milioni per l’autotrasporto, 10 milioni per l’agricoltura e 5 milioni per la pesca. Saranno gli assessorati competenti a stabilire nelle prossime settimane i criteri tecnici per l’accesso ai fondi, garantendo che le somme arrivino rapidamente nelle casse delle aziende.

“Innanzitutto voglio ringraziare il presidente dell’Ars Galvagno per il ruolo di mediazione che ha svolto con le categorie coinvolte. È il segno di una grande sinergia, di un vero lavoro di squadra tra governo e parlamento regionali, che rappresenta una importante risorsa per il popolo siciliano. Siamo vicini al mondo produttivo che sta scontando le conseguenze dei conflitti internazionali e abbiamo intenzione di fare tutto quanto in nostro potere, con le nostre risorse, per dare un aiuto concreto. C’è una Regione che può essere davvero d’aiuto perché esistono in questo momento le condizioni politiche e finanziarie”

– il presidente della Regione Renato Schifani

Oltre l’emergenza: difesa dalla concorrenza sleale

Il lavoro diplomatico è iniziato settimane fa a Catania, quando il presidente Galvagno ha incontrato gli operatori del settore per evitare il blocco dei trasporti nello Stretto. Quell’interlocuzione ha permesso di inserire il ristoro nella prima finestra normativa utile dell’Assemblea Regionale Siciliana. Oltre al supporto economico immediato, il dibattito si sposta ora sulla necessità di tutelare i pescatori e gli agricoltori locali dalla concorrenza sleale dei paesi extra UE, un tema che resta prioritario nell’agenda politica di Palermo.

“Si tratta di un primo segnale nei confronti di un comparto fortemente penalizzato dalla situazione internazionale che stiamo attraversando. Grazie alla proficua interlocuzione con il presidente della Regione Schifani e con l’assessore Dagnino – commenta Galvagno – siamo riusciti ad inserire questo provvedimento all’interno della prima finestra normativa utile dell’Assemblea. Tutti auspichiamo una rapida risoluzione della crisi internazionale, ma non escludiamo eventuali ulteriori misure già in occasione delle prossime variazioni di bilancio e azioni che possano assicurare pari opportunità ai lavoratori siciliani del comparto pesca che, come gli agricoltori, soffrono significativamente la concorrenza sleale dei loro colleghi extra Ue”

– il vertice dell’Ars Gaetano Galvagno

L’iter burocratico passerà adesso attraverso il parere della commissione bilancio dell’Ars, prima del via libera definitivo che permetterà l’erogazione materiale dei fondi. Questa manovra rappresenta un tentativo concreto di stabilizzare i bilanci delle imprese siciliane, garantendo la continuità dei servizi essenziali e la tenuta dei prezzi al consumo per le famiglie dell’isola.

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